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04/07/2020

L’Anac avverte: appalti, c’è troppa burocrazia

Corriere della Sera - Enrico Marro

Ridurre le 35 mila stazioni appaltanti. Ma no a supercommissari e affidamento diretto
ROMA «Per superare la crisi, sembrano riaffacciarsi ipotesi rischiose come quelle di un largo utilizzo dei "super-commissari", del "modello Genova" per alcuni appalti sopra soglia, con amplissime deroghe (ad accezione delle norme penali e di quelle antimafia), e l'affidamento diretto fino a 150 mila euro. Ben vengano tutte le semplificazioni, ma non è togliendo le regole che il sistema funziona meglio». Questo l'ammonimento lanciato ieri da Francesco Merloni, presidente dell'Anac, l'autorità anticorruzione, nella sua relazione al Parlamento. Parole molto critiche, quindi, verso le ipotesi sulle quali lavora il governo nella messa a punto del decreto legge Semplificazioni. Secondo i dati della relazione, «nel 2019 il valore complessivo degli appalti pubblici si è attestato a 170 miliardi di euro, oltre 30 mld in più del 2018 (+23%): una cifra record, mai toccata in precedenza. Dal 2016 la crescita è stata del 69%. La crescita è stata anche quantitativa: gli appalti banditi nel 2019 sono stati infatti quasi 154mila, circa 12mila in più del 2018 (+8%)». Non è vero, quindi, che il nuovo codice degli appalti avrebbe bloccato il mercato. Sembrerebbe anzi il contrario. Secondo l'Anac è invece «impellente procedere alla aggregazione delle stazioni appaltanti», stimate in ben 35mila. L'emergenza Covid ha stravolto lo scenario: nel primo quadrimestre 2020 gli appalti sono scesi del 24% per numero e del 33% in valore, pari a 18,6 miliardi in meno. La regione più colpita è la Lombardia (-63%, pari a una flessione di circa 10 mld). Va però rilevato, si legge nella relazione, che a causa dell'emergenza sanitaria 22 mila procedure di gara, per 23 miliardi, non sono state ancora «perfezionate» e quindi i dati finali potrebbero migliorare. Nel 2019 sono state 633 le interdittive antimafia comunicate dalle Prefetture all'Autorità anticorruzione, affinché fossero annotate nel Casellario informatico delle imprese: 70 informative in più del 2018 (+10,5%). «Il dato è molto preoccupante per il trend in continua crescita, che conferma che le organizzazioni criminali ricorrono sempre più spesso a sistemi corruttivi, approfittando delle situazioni emergenziali come quella in corso».

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Il calo nel valore degli appalti registrato nei primi 4 mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2019 per il crollo con l'emergenza Covid