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08/06/2019

Lamina, un anno e mezzo dopo «Nelle aziende si continua a morire»

QN - Il Giorno

VIA RHO PRESIDIO DEI SINDACATI:13.000 INFORTUNI E 16 DECESSI A MILANO
- MILANO - IL LAVORO è ripreso, ma la tragedia non si dimentica. Davanti ai cancelli della Lamina di Via Rho, zona Greco, si è tenuto un presidio sindacale in ricordo di quanto accadde quel 16 gennaio 2018, quando gli operai Marco Santamaria, Giuseppe Setzu e i fratelli Giancarlo e Arrigo Barbieri persero la vita durante lavori di manutenzione. E per chiedere un cambio di marcia sulla sicurezza sul lavoro. Un anno e mezzo dopo, le morti bianche continuano ad affollare le cronache: secondo gli ultimi dati diffusi da Cgil, Cisl e Uil di Milano, nei primi 4 mesi del 2019 si sono registrati 16 incidenti mortali nella Città metropolitana, un terzo dei 48 avvenuti in tutto il territorio regionale. «Un anno e mezzo dopo l'incidente alla Lamina non si sono verificati altri infortuni plurimi, ma sono aumentati i casi singoli, sia dentro che fuori gli stabilimenti - spiega Roberta Vaia, segretaria Cisl Milano Metropoli -. Anche se l'economia ha visto una ripresa sono cresciuti i morti sul lavoro - prosegue - e occorre investire maggiori risorse per prevenzione e formazione». SUL FRONTE DEGLI INFORTUNI, i dati restano preoccupanti: oltre 40 mila casi sono stati registrati in Lombardia da inizio anno, di cui 13 mila solo tra Milano e hinterland. Se va meglio in alcuni settori, ad esempio il chimico, a patire è soprattutto il ramo edilizio che sconta una presenza maggiore di lavoro nero e minore regolamentazione. I sindacati criticano inoltre il decreto Sblocca cantieri, approvato giovedì scorso dal Senato, che prevede una sospensione del codice degli appalti fino a dicembre 2020. «I sub-appalti si tramutano spesso in meno sicurezza per i lavoratori», afferma Vaia. Intanto i sindacati dei metalmeccanici (Fim, Fiom e Uilm) hanno indetto uno sciopero di 8 ore per il 14 giugno, con manifestazioni a Milano, Firenze e Napoli. Tra le richieste al governo, risorse per la prevenzione. Claudio Agrelli