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04/07/2019

L’ambizione all’unitarietà tradita dai fatti

Il sole 24 Ore - Supplemento - Michele Corradino

La panoramica / GLI ASPETTI GENERALI DEL NUOVO QUADRO NORMATIVO
Istituti sospesi, fonti moltiplicate e linee guida: tutti i problemi del DI 32/2019
• • Se un investitore straniero in vena di investire nel nostro Paese decidesse di farsi un'idea del nostro sistema degli appalti studiando il Codice dei contratti pubblici, potrebbe pensare che sia vietato ricorrere all'appalto integrato, che esista ancora un albo da cui estrarre a sorte i commissari e che i ComuninoncapoluogodiProvinciadebbano acquistare mediante centrali di committenza. Sì perché il legislatore ha scelto di sospendere l'efficacia di questi istituti fino al 31 dicembre 2020 non agendo direttamente sul Codice, che contìnua a disciplinarli immodificato, ma prevedendo le relative norme nell'articolo 1, comma 1, lettere a, b e e della legge 55/2019 di conversione del DI 32/19. E non è tutto, perché lo stesso articolo 1, che peraltro nei commi successivi dispone le modifiche al Codice, non solo rende inapplicabili alcune norme ma neprevede altre, anche transitorie, che regoleranno gli appalti: dalla creazione del collegio consultivo tecnico alla disciplina dei procedimenti del Cipe, dai limiti al subappalto alla possibilità di apporre riserve aprogetti verificati 0 di affidare progetti senza che sia ancora finanziata la relativa opera. Inquestomodo, ilCodicenoncostituisce la fonte unica della regolarnentazionedegliappaltipubblicie.allediverse norme sparse in vari provvedimenti legislativi approvati dall'entrata in vigore del codice ad oggi, si aggiunge la legge di conversione del decreto sblocca cantieri che assume un ruolo centrale. La comprensibile ambizione all'unità della disciplina torna nella fase esecutiva che viene affidata ad un regolamento definito dalla legge unico, da emanarsi entro 180 giorni. Anche qui però l'unitarietà si frantuma nella pluralità delle fonti sopravvissute alla volontàpur espressa in più sedi dicancellare decreti ministeriali e linee guida vincolanti dell'Anac. La sceltalegislativa è stata infatti quella di indicare nominativamente i decreti ministerialiele linee guidaabrogate, salvol'eff etto del regolamento su alcuni dei restanti. In particolare, la legge di conversione ha previsto che restano in vigore fino all'emanazione del regolamento le linee guida 3 sul Rup e 4 sul sottosoglia. L'ultravigenza di questi provvedimenti, come dei decreti ministeriali sostituiti dal regolamento.ètuttaviasubordinataallasussistenza di due condizioni: che siano compatibiliconilCodiceechenonsianooggetto delle procedure di infrazione nn. 2017/2090 (in tema di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali) e 2018/2273 (in tema di appalti). Giudizi entrambi che, essendo fortemente opinabili, alimenteranno con ogni probabilità il contenzioso. La legge autorizza poi il Ministero delle Infrastnitture e l'Anac a modificale decreti e linee guida ai fini dell'archiviazione delle suddette procedure. Questanormarispondeadunasollecitazione dell'Anac che aveva segnalato algovernocomelasottrazionedipotestànormativadaparte del decreto legge 32/2019 rendesse impossibile agire sulle linee guidaper renderle compatìbili con l'ordinamento euro-unitario come peraltro richiesto dallo stesso governo. La precisazione normativa è in questo senso molto importante ma conferma al tempo stesso che né il ministero, né l'Anac, né il governo - se nonnelle forme delRegolamento -potranno più intervenire per nessun altro motivo per modificare le linee guida che restano quindi vigenti nel testo pietrificato al momento dell'entrata in vigore della legge sblocca cantieri. Considerato che nelle due ultime leggi organiche in materie di appalti il governo ha impiegato più di quattro anniperremanazionedelregolamento, la situazione non può non destare qualche preoccupazione. A ciò si aggiunge che le norme cristallizzate nel testo anteriore alla riforma del Codice rischiano di dovere essere applicate in quanto non incompatibili con la nuovanormativa (e quindi come tali abrogate), pur essendo state introdotte in altro contesto normativo e quindi non più in grado di dare attuazione in modo adeguato o comunque facilmente leggibile anorme modificate dallalegge sblocca cantieri. Ilcitatoarticolo2i6,comma27octies ha infine opportunamente indicato in modo nominativo le materie su cui il regolamento unico dovrà dettare norme di esecuzione del codice. Solo alcune di queste materie si sovrappongono aquelledisciplinatedalineeguidaedecreti ministeriali con la conseguenza che, in assenza di altro provvedimento normativo, molti di questi resteranno in vigore con ulteriore frammentazione. L'ultimaparte dellanormainterviene, infine, sulle linee guida non vincolanti, prevedendone, con norma in verità ovvia e però proprio per questo rischiosasotto il profilo interpretativo, la cessazione dell'efficacia qualora vertenti sulle medesime materie 0 in contrasto con le norme regolamentari. Consigliere Anac ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Lo sblocca cantieri riforma gli appalti


Foto: GLI ASPETTI GENERALI DEL NUOVO QUADRO NORMATIVO