scarica l'app
MENU
Chiudi
30/06/2020

L’AMBIENTE Biodigestore anaerobico, la scelta dell…

Il Mattino

L'AMBIENTE
Biodigestore anaerobico, la scelta dell'amministrazione comunale di Caserta di tornare a puntare su Ponteselice ha messo in allarme i sindaci dei Comuni limitrofi, che non escludono la possibilità di un nuovo ricorso al Tar Campania, per impedire la realizzazione dell'impianto rifiuti in zona Asi.
Troppo vicino al centro abitato e in linea d'aria distante appena un chilometro dalla Reggia vanvitelliana. Queste le motivazioni dei primi cittadini che temono ripercussioni sul piano ambientale per le loro comunità, malgrado le rassicurazioni della giunta Marino che, a più riprese, negli ultimi tre anni, ha garantito che si tratterebbe di un impianto altamente tecnologico e a basso impatto ambientale.
Le amministrazioni comunali di San Nicola la Strada, Casagiove, Recale e Capodrise avevano già presentato un ricorso al Tar nel 2018 e si erano appellati anche al consiglio di Stato, il cui verdetto tuttavia non arriverà prima del 2021.
Contesta la localizzazione e anche il tipo di impianto il deputato del M5S, Antonio Del Monaco, che martedì presenterà una interrogazione parlamentare all'attenzione dei ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali, rispettivamente Sergio Costa e Dario Franceschini, per chiedere al Governo di intervenire e bloccare il progetto.
E poi c'è chi, come il sindaco di Valle di Maddaloni, Francesco Buzzo, e il comitato cittadino «No al biodigestore», non crede alla scelta di Ponteselice anche in virtù del fatto che contestualmente all'approvazione in giunta del progetto definitivo sulla zona Asi, non sono stati revocati gli atti che autorizzavano le indagini geologiche in località Casa Mastellone.
«Se è vero che l'amministrazione Marino non è più interessata all'ex cava Fran.Ca. fa notare l'avvocato Paolo Centore, legale del Comune di Valle di Maddaloni come mai ha portato avanti i sondaggi (affidati il 6 aprile scorso, in pieno lockdown) per verificare la riperimetrazione dell'area, già sottoposta a vincolo idrogeologico perché a rischio frana, che si trova nei pressi del santuario di San Michele? E se realmente le indagini sono state completate, perché non rende noto l'esito delle stesse? Il nostro timore è che nel progetto esecutivo venga messo tutto nuovamente in discussione e torni in auge la località Casa Mastellone. L'articolo 23 del Codice degli Appalti peraltro lo consente. Se il Comune di Caserta volesse nuovamente cambiare la localizzazione rispetto a quanto inserito nel progetto preliminare e in quello definitivo, per legge infatti potrebbe farlo».
Da qui la decisione dell'amministrazione di Valle di Maddaloni, il cui centro abitato si trova a soli 700 metri - in linea d'aria - dal sito, di procedere con un ricorso al Tar. Nella stessa direzione l'intervento del consigliere comunale di Speranza per Caserta, Norma Naim, che ribadisce la sua contrarietà al modus operandi dell'ente: «Questa amministrazione denuncia continua a produrre provvedimenti poco trasparenti e procedure irregolari, come la determina di affidamento dei lavori di indagine in località Casa Mastellone, firmata da un dirigente senza una propedeutica e preventiva delibera di programmazione della giunta».
E relativamente alla scelta del sito aggiunge: «Sarebbe il caso di non accanirsi più sulla ricerca di un'area idonea, per evitare uno sperpero di denaro pubblico». L'impianto, del valore di 26 milioni e mezzo di euro, ai quali probabilmente verranno aggiunti altri 16 milioni e mezzo di euro per le opere di mitigazione ambientale, potrà smaltire 40 mila tonnellate di rifiuti organici all'anno. I lavori dovranno essere appaltati entro il 31 dicembre 2021 pena la perdita dei fondi europei.
da.vol.
© RIPRODUZIONE RISERVATA