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28/07/2018

L’altolà dalla Liguria «Senza grandi opere investitori in fuga »

Il Secolo XIX

POLITICA E IMPRENDITORI
Simone Gallotti / GENOVA Se si ferma la Tav, anche la Liguria rischia di finire sul binario morto. « Perch é la TorinoLione è un'infrastruttura inserita in un sistema logistico che è fondamentale anche per il nostro Terzo valico. Se non si realizzasse noi e tutto il Paese ne subiremmo un grave danno » . Il ragionamento del governatore ligure Giovanni Toti è politico: il problema non è solo piemontese e l'effetto domino preoccupa amministratori e imprenditori. « L'opera del valico dei Giovi non è minacciata - spiega Toti - abbiamo i fondi anche del quinto lotto e l'infrastruttura non è in discussione » . Il tema delle grandi opere e dello stop che i 5Stelle vorrebbero imporre alla Tav, agita per ò tutti: « Se si bloccano le grandi opere si mettono a rischio le opportunit à offerte dalla Via della Seta e gli investimenti cinesi in Italia. Quale imprenditore metterebbe soldi in un Paese che non realizza le infrastrutture? » . L'analisi di Augusto Cosulich, primo cliente del porto di Genova e uomo del colosso cinese dello shipping Cosco, è dura: « Io spero che si tratti di provocazioni politiche e che non si passi poi all'atto pratico. Per il porto di Genova sarebbe un funerale, una follia per tutta l'economia del Paese » continua il manager. Per questo Toti risponde « presente » all'appello lanciato dal collega piemontese Sergio Chiamparino che sa di avere in casa il bersaglio messo nel mirino dai grillini, ma che ricorsa ai governatori di Lombardia e Liguria i rif lessi sui loro territori: « Noi abbiamo creato da tempo con Torino e Milano una cabina di regia del Nord Ovest - spiega ancora Toti - la Tav è strategica per il Paese cos ì come lo sono tutte le grandi opere. Il costo della logistica in Italia è più alto che nel resto d'Europa. È un fattore chiave per la competitivit à e che oggi genera costi altissimi per l'Italia » . Per il governatore le priorit à del governo semmai dovrebbero essere « di sblocco e non di blocco. Mi spiego: abbiamo disponibili diversi miliardi per far partire i cantieri che invece rimangono fermi per colpa di diversi vincoli. Più che le minacce di chiusura, mi fanno più paura la crisi delle imprese che non riescono a ripartire e i ritardi imposti dal nuovo codice degli appalti » . La ripercussioni più gravi, secondo Toti, ci sarebbero per il porto di Genova: « Dalle nostre banchine, voglio ricordare, che passa il 60% delle merci in import ed export del Paese. Senza un sistema logistico efficiente, rischiamo di buttare all'aria tutto » . « GIU' LE MANI DALLA GRONDA » Gli imprenditori sono scesi in piazza per chiedere il completamento del Terzo valico sette anni fa. « Oggi l'emergenza su quell'opera mi sembra superata, il cantiere sta andando avanti e costerebbe di più interromperla che completarla - spiega il numero uno degli industriali genovesi Giovanni Mondini - Ma siamo comunque molto preoccupati. L'impatto della Tav non sar à solo importante per Torino, ma coinvolger à tutto il Nord Ovest » . E il faro sul territorio ligure è rivolto alla Gronda, l'opera che i grillini hanno sempre sostenuto andasse cancellata: « C'è stato un percorso lungo e faticoso che è stato condiviso da tutti, interromperlo sarebbe una grave sconfitta. Questa è un'opera strategica non solo per Genova, ma per tutto il Paese » . I tema della Lega che rischia di perdere il consenso delle imprese del Nord sul tema infrastrutture, rimane per ò sul banco: « Le imprese protestano legittimamente perchè il governo minaccia di non si fare opere e mette vincoli invece di semplificare - analizza politicamente Toti - Per ò le imprese negli ultimi anni non sempre l'hanno vista giusta. Sediamoci ad un tavolo e ragioniamo » . - c

Foto: Giovanni Toti

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