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06/07/2019

L’allarme

Il Mattino

LA TRIPLICE CHIEDE CHIARIMENTI ANCHE SULLA GARA DA 120 MILIONI PER LA DISTRIBUZIONE DEL METANO
I TIMORI
Antonello Plati
Non solo calcio e pallacanestro. La vicenda della Sidigas, che si avvia ad affrontare un'istanza di fallimento presso il Tribunale di Avellino (l'udienza è fissata per venerdì prossimo), tiene in apprensione centinaia di lavoratori, tra dipendenti ed indotto, e potrebbe creare problemi pure alla distribuzione del gas in città e nei comuni attualmente serviti dalla società di De Cesare. A lanciare l'allarme sono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Franco Fiordellisi, Mario Melchionna e Luigi Simeone, che chiedono la convocazione di un vertice in prefettura alla presenza del sindaco di Avellino, Gianluca Festa, e dei rappresentanti dell'azienda di via Vasto. «Riteniamo indispensabile sostengono i confederali un incontro urgente con il Comune di Avellino, in quanto capofila nel ruolo di stazione appaltante dell'Ambito territoriale ottimale (Ato) per la distribuzione del gas naturale e con gli amministratori della Sidigas che in Irpinia è il principale distributore». Quindi, Fiordellisi, Melchionna e Simeone, illustrano il quadro e le problematiche: «Questa attività - ricordano attraverso un sistema integrato di infrastrutture assicura il prelievo del gas dalla rete nazionale di trasporto per riconsegnarlo ai clienti finali che sono i cittadini. Il servizio proseguono i sindacalisti - è svolto in concessione dagli enti locali. A causa delle vicende economico-finanziarie che stanno coinvolgendo il gruppo Sidigas, unitamente al rischio per i livelli occupazionali potrebbero verificarsi disagi dal punto di vista organizzativo. Dunque, oltre a tenere alta la guardia sul futuro delle due società sportive (l'Us Avellino è in vendita, la Scandone ripartirà dalla serie B, ndr) riteniamo opportuno tutelare gli oltre 200 lavoratori e tutti i cittadini». Per questi motivi, la richiesta già inoltrata al prefetto Maria Tirone e al primo cittadino Festa: «Chiediamo di convocare al più presto le parti per avere contezza dello stato di attuazione delle norme previste, ma anche per scongiurare eventuali criticità che si potrebbero determinare quale conseguenza della richiesta di rientro economico inoltrata da Eni gas». Il riferimento dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil è alle irregolarità contabili in bilancio contestate alla Sidigas. E in particolare al credito insoluto richiesto dall'Eni per complessivi 12 milioni di euro (circa 20 se si calcolano gli interessi, 8 secondo la Sidigas) che ha alimentato sospetti circa la solvibilità dell'azienda, portando a una verifica che ha quantificato in circa 95 milioni di euro l'esposizione debitoria. Di qui, la notifica dell'istanza di fallimento da parte della Procura che sarà discussa la settimana prossima in tribunale. Non manca, poi, un passaggio sull'appalto dal valore di 120 milioni di euro per la fornitura del gas per i prossimi 12 anni in 117 comuni della provincia di Avellino (più due del Beneventano e uno del Foggiano). «Pretendiamo informazioni e certezze sull'Atem (l'ente territoriale che regola la gestione e la distribuzione del metano nei comuni individuati dal Mise con Avellino capofila, ndr) che dovrebbe far partire la gara di affidamento: come è stato quantificato? Qual è la situazione delle reti? Quali manutenzioni e investimenti sono necessari? Convinti del fatto che solo con un'azione sinergica, fondata sulla conoscenza del contesto, si può creare sviluppo reale in questo territorio». Le procedure per l'affidamento del servizio hanno subito un rallentamento il 7 maggio scorso quando la maggior parte dei sindaci coinvolti ha disertato l'appuntamento per approvare la convezione da cui discenderà il bando. Evitato per il momento il commissariamento, tutto è stato rinviato alla prossima assemblea che dovrà dare il via libera al documento e fornire alla stazione appaltante (il Comune di Avellino) un report sullo stato delle reti. Attualmente, il servizio è nelle mani di Sidigas (in regime di proroga in quanto gli accordi sono scaduti nel 2011) affiancata da «2iReteGas» (20 concessioni) e Italgas (14). E in vista della gara per l'assegnazione il gruppo di De Cesare, che ha sempre coltivato ambizioni in questo senso, rischia sempre di più di essere estromesso dalla partita.
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