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25/03/2021

L’agenda dell’Antitrust per Draghi “Concorrenza su spiagge e rete”

La Stampa - GA.DES.

Il documento dell'Autorità chiesto dal premier: codice degli appalti sospeso per il Recovery IL CASO
Più spazio ai privati anche nella sanità e meno vincoli per il commercio
TORINO Sospendere il codice degli appalti per i progetti del Recovery Plan, accelerare sulla fibra ottica, ridurre i vincoli per aperture, orari e saldi dei negozi, gestione delle spiagge da mettere a gara al più presto, mercati energetici più aperti alla concorrenza. Quella di Roberto Rustichelli doveva essere solo una segnalazione al premier Mario Draghi, che l'aveva invocata in vista della revisione della legge annuale sulla concorrenza. Ma alla fine il documento del presidente dell'Antitrust assomiglia a una vera agenda di governo per togliere l'economia del Paese dalle secche della crisi pandemica e liberarla dai freni che da vent'anni la fanno camminare più lenta del resto d'Europa. Rustichelli spinge sull'apertura dei mercati, capace di dare «un contributo prezioso anche nelle fasi di crisi economica». Reti e infrastrutture Le reti digitali, punto chiave del Next generation Eu, hanno un ruolo decisivo anche nell'agenda del presidente dell'Antitrust, che invoca «una politica pubblica orientata alla realizzazione di una concorrenza infrastrutturale più estesa possibile e la necessità di rimuovere le barriere amministrative e le inefficienze burocratiche che, specie a livello locale, ostacolano la posa delle nuove reti in fibra, anche attraverso l'adozione di poteri sostitutivi». Accelerare dunque, soprattutto nelle aree più arretrate del Paese. Ma, quando si parla di rete unica, va garantita l'apertura del mercato per «tutelare concorrenza infrastrutturale e pluralità di reti e tecnologie: è il principale motore per lo sviluppo delle reti». Perché «una maggior pressione concorrenziale induce gli operatori a migliorare qualità e velocità del servizio, mantenendo prezzi bassi». Sul fronte dell'energia, la congestione della rete rischia di costare fino a 1,3 miliardi di euro all'anno alle tasche degli utenti. Per questo motivo, secondo l'Antitrust, entro il 2022 servono piani per sostituire i contatori e arrivare alla piena liberalizzazione del settore. Commercio e concessioni La precedente ondata di liberalizzazioni per il mondo del commercio è lontana ormai quasi una decina di anni. E non basta più per un settore in profonda trasformazione davanti alla sfida del digitale. L'Antitrust chiede meno ostacoli per le aperture di nuovi negozi, meno vincoli per orari di apertura e giorni di chiusura settimanale, libertà per gli esercenti nel lanciare saldi e vendite promozionali: misure che possono spingere la crescita perché «si tratta del principale settore economico non finanziario» che può trainare vendite all'ingrosso, produzione, trasporti, logistica e servizi alle imprese. Concessioni L'Antitrust incalza il governo anche sul tema delle concessioni demaniali, che la direttiva Bolkestein, ignorata a più riprese, impone di mettere a gara (e che rischia di costare sanzioni Ue). Rustichelli propone di cancellare le proroghe e di selezionare i concessionari in base a principi di concorrenza, imparzialità, trasparenza e pubblicità: bandi per le spiagge, sfidando le proteste dei gestori. Quanto alle autostrade, la quota da mettere a gara deve salire dal 60% all'80%. Sanità Rustichelli spinge anche per l'apertura al mercato nel mondo della sanità: più spazio ai privati nelle cure, più concorrenza in un sistema oggi penalizzato «dall'eterogeneità dei meccanismi delle regioni», riduzione del prezzo dei medicinali più costosi facilitando «l'ampliamento del confronto competitivo tra medicinali differenti in sede di gare pubbliche». - © RIPRODUZIONE RISERVATA