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18/03/2020

Ladisa ferma 4 mila dipendenti: stop agli appalti, niente stipendi

La Repubblica - Chiara Spagnolo

L ' allarme
Il colosso delle mense ha perso 9,5 milioni Finora ha attinto dal fondo, ma ora non può andare avanti "Aspettiamo di sapere che cosa fa il governo"
Stop all'85% degli appalti che la Ladisa gestiva in tutta Italia a causa dell'emergenza coronavirus, con perdite quantificate in 9,5 milioni di euro nelle ultime tre settimane e contestuale "sospensione delle prestazioni lavorative e delle corrispondenti obbligazioni retributive in capo all'azienda". Significa che il colosso barese della ristorazione - dopo aver attinto a febbraio al fondo integrativo salariale - ora non sa come garantire le retribuzioni e, come le altre aziende piccole e grandi del territorio, guarda con speranza al decreto "Cura-Italia", che ieri ha messo in campo 10 miliardi per il capitolo lavoro. In allarme, dopo aver ricevuto le lettere il 12 marzo, i 4.000 dipendenti, la maggior parte dei quali avevano intuito le imminenti difficoltà già a fine febbraio.
E' stato quello il momento in cui il colosso della ristorazione barese ha cominciato a capire che il suo impero economico stava crollando sotto i contraccolpi dell'emergenza coronavirus, considerato che il 90% del fatturato - come ha spiegato il patron Vito Ladisa - proviene da appalti in atto al Nord ovvero in Liguria, Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romana. Cioè quelle regioni in cui per primo è stato disposto lo stop di molte attività, a partire da quelle relative all'istruzione, con scuole e università che hanno chiuso i battenti e contestualmente le mense sulle quali arrivavano i cibi della ditta barese. Allo stato restano in corso solo i servizi ospedalieri e una parte di quelli militari, alcuni dei quali svolti in Puglia. Ragion per cui l'azienda, cinque giorni fa, ha inviato una lettera a tutto il personale, avente come oggetto la "comunicazione della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa per cause non imputabili all'impresa". A partire dal decreto governativo del 23 febbraio (e passando per i successivi dell'1, 4, 8,9 e 11 marzo), viene spiegato, «è stata ordinata la limitazione o sospensione dei servizi di cui Ladisa è appaltatrice e che costituiscono l'attività caratteristica dell'impresa, in cui trova occupazione la quasi totalità dei dipendenti e collaboratori aziendali» .
«Essendo state finora annunciate - ma non ancora emanate - le misure a sostegno delle imprese - diceva la missiva del 12 marzo - le sospensioni/riduzioni dall'attività lavorativa, determinate da cause non imputabili all'impresa, comportano la temporanea sospensione delle prestazioni lavorative e della retribuzione in capo all'azienda» . Agli stessi lavoratori veniva inoltre comunicato che per consentire loro di usufruire degli ammortizzatori sociali che il Governo stava predisponendo, le varie unità produttive stavano avviando le procedure per richiederli. Telefonicamente gli è stato inoltre spiegato che essendo venuto meno il lavoro, avrebbero potuto restare a casa e che gli stipendi erano momentaneamente bloccati.
Un iter che ha spaventato i dipendenti ma che per Vito Ladisa è meno negativo di quel che sembra, perché «non comporterà per loro alcun problema né alcuna interruzione nella retribuzione» . Secondo l'imprenditore, essendo stato emanato il decreto del Governo, adesso bisogna capire come avverrà la presa in carico dei lavoratori, «se tramite pagamento diretto da parte dell'Inps oppure tramite le aziende» , alle quali lo Stato verserà gli aiuti. Di sicuro, per il patron «i dipendenti possono stare tranquilli» . Ma di tranquillità, nelle chat dei lavoratori e anche nelle domande rivolte a sindacalisti e avvocati se ne percepisce piuttosto poca.
Anche alla luce delle incertezze interpretative di alcuni punti del decreto varato dal Governo e dalla quantità di aziende coinvolte sul territorio pugliese e nazionale. Molte di loro hanno scelto di far usare ai dipendenti le ferie retribuite o i permessi (anch'essi retribuiti) mentre Ladisa ha ritenuto di non seguire tale strada.

Vito Ladisa

Vito Ladisa, uno dei proprietari dell'azienda assieme al fratello Sebastiano conferma il momento difficile dell'azienda che ha inviato le lettere di stop agli stipendi per 4.000 dipendenti

Foto: kLa ristorazione Un'immagine dell'azienda Ladisa, leader nazionale del settore