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17/07/2020

L’Acquedotto del Fiora mette in moto l’economia circolare

QN - La Nazione

Il piano: una quota degli appalti resterà a disposizione degli operatori locali
ARGENTARIO (Grosseto) L'idea è semplice. E per questo potrebbe funzionare: rimettere in circolo sul territorio risorse economiche che altrimenti potrebbero essere disperse in mille rivoli, lasciando a disposizione degli operatori (aziende, artigiani, meccanici, imbianchini, idraulici e altro) una quota degli appalti. Milioni di euro, manna per le piccole imprese che combattono ancora più aspramente la battaglia per la sopravvivenza, ai tempi del Covid. «Possiamo farlo - dice Roberto Renai, presidente di Adf, l'Acquedotto del Fiora - attraverso il lavoro». Il lavoro che serve per portare agli abitanti delle province di Grosseto e Siena, e in un certo senso a tutti i toscani, acqua di qualità a prezzi ragionevoli. Per riuscirci serve fare un sacco di cose: manutenzione agli impianti, controlli, ma anche una serie di attività non direttamente legate alla distribuzione delle risorse idriche come manutenzione di mezzi di trasporto e locali, piccoli lavori. Adf è la prima stazione appaltante della provincia di Grosseto, in 30 anni svilupperà investimenti per 800 milioni. Ora ha messo a punto il suo protocollo per l'economia circolare. Un patto con operatori locali, enti, istituzioni, rappresentanti delle categorie e lavoratori per tenere sul territorio parte degli investimenti. Investimenti consistenti: in media circa 70 euro all'anno per abitante, quasi il doppio di quella nazionale. Si tratta, di fatto, di gestire oltre 9mila chilometri di rete, la distanza tra Lisbona e Pechino. «In fondo - dice ancora Renai - tentiamo semplicemente di restituire ai cittadini parte di quel che hanno dato per aiutarci a mettere a punto un sistema di distribuzione idrica di assoluta eccellenza, senza disperdere fondi né destinarli altrove». Grazie a un regolamento operativo molto dettagliato, significa affidare parte dei lavori programmati alle aziende locali, ma «con tutta una serie di attenzioni a marcare la linea di azione», sottolinea Piero Ferrari, amministratore delegato di Adf. Primo paletto: non si può derogare al codice degli appalti. Quindi gli importi delle singole operazioni non devono superare i tetti prestabiliti. Secondo: le aziende del club virtuoso dell'economia circolare devono essere iscritte a un albo specifico. Anche le banche nella partita: Adf si farà garante delle sue piccole aziende fornitrici certificate, e gli istituti di credito tenteranno di sostenere il loro sviluppo. Mps, Banca Tema, Banca Centro e Banca Chianti sono già dentro. Piero Fachin