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09/01/2019

L’Acer disobbedisce a Roma “Gare pure per i mini-appalti

La Repubblica - eleonora capelli

Il caso
L'Acer apre un nuovo fronte di "disobbedienza" al governo giallo-verde. Con una delibera messa nero su bianco ieri, l'azienda casa della provincia di Bologna, che gestisce l'edilizia residenziale pubblica, ha deciso di non applicare la norma della finanziaria ribattezzata "ingrassa corrotti". Quella che alza la soglia per l'affidamento diretto degli appalti a 150mila euro e prevede che sotto questa cifra i lavori possano essere commissionati senza gara. Questa soglia era stata fissata a 40 mila euro dal codice degli appalti del 2016, redatto con la consulenza di Raffaele Cantone e Acer ha deciso di continuare a rispettare quelle regole. «Abbiamo deciso di non utilizzare questa norma perché è pericolosa, noi siamo per il rispetto delle regole, la trasparenza e la tutela dei cittadini».
capelli, pagina IX L'Acer apre un nuovo fronte di "disobbedienza" al governo giallo-verde. Con una delibera messa nero su bianco ieri mattina, l'azienda casa della provincia di Bologna, che gestisce l'edilizia residenziale pubblica, ha deciso di non applicare la norma della finanziaria che era stata ribattezzata "ingrassa corrotti". Quella che alza la soglia per l'affidamento diretto degli appalti a 150 mila euro e quindi prevede che sotto questa cifra i lavori possano essere commissionati direttamente, senza gara. Questa soglia era stata fissata a 40 mila euro dal codice degli appalti del 2016, redatto con la consulenza di Raffaele Cantone e Acer ha deciso di continuare a rispettare quelle regole. «Abbiamo deciso di non utilizzare questa norma perché è pericolosa, noi siamo per il rispetto delle regole, la trasparenza e la tutela dei cittadini - spiega il presidente di Acer, Alessandro Alberani - anche questa è legalità.
Quindi sopra i 40 mila euro continueremo a fare gare di appalto.
È una decisione politica, la delibera passerà al vaglio del consiglio di amministrazione nei prossimi giorni, intanto ieri è già stata presentata a Cantone dal direttore generale Giuliano Palagi in occasione di un'iniziativa di Servizio Pubblico».
Non si tratta di una scelta di poco conto, perché Acer nel 2018 ha appaltato lavori per circa 20 milioni di euro, soprattutto per ristrutturare le case da assegnare a chi si trova in lista di attesa.
Le assegnazioni proseguono al ritmo di circa 500 all'anno, ma nei prossimi anni il lavoro si intensificherà in seguito al progetto "mille case" voluto dal sindaco Virginio Merola, con uno stanziamento di 40 milioni entro il 2021. L'Acer dovrà occuparsi di ristrutturazioni importanti: oltre a 600 alloggi attualmente inutilizzabili, verranno riqualificate anche l'ex clinica Beretta e Villa Celestina, un bene confiscato alla criminalità. Lavori per cui si seguiranno le norme fin qui applicate. «Da una nostra stima, circa l'80% dei lavori che commissioniamo ha un importo tra i 40 mila e i 150 mila euro - spiega Alberani - gli appalti medi sono tantissimi nel nostro lavoro. Abbiamo valutato che con la nuova norma legata alla finanziaria ci fosse il rischio di tornare a meccanismi da Prima Repubblica e abbiamo deciso che preferiamo di no. Anche se la gara d'appalto porta via un po' più di tempo rispetto a un affidamento diretto, penso che ne valga la pena. Perché il nostro è un Paese a rischio dal punto di vista della legalità e noi dobbiamo stare con le antenne dritte su questo». Alberani rivendica il fatto di aver sempre tenuto molto all'aspetto della legalità, con il contrasto alle occupazioni, alla morosità, ma anche con questa nuova iniziativa.
«Ora vorrei che il nostro esempio venisse seguito da altre grandi realtà economiche legate a Palazzo d'Accursio - dice il presidente di Acer - come Hera o l'aeroporto».

Foto: Il presidente Alessandro Alberani