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11/10/2018

L’Abruzzo contro i parametri

ItaliaOggi - DI MICHELE DAMIANI

COMPENSI
L'Abruzzo contro i parametri ministeriali per la definizione del compenso dei professionisti. Non per la prima volta. Infatti la regione ha presentato ricorso al Consiglio di stato contro una sentenza del Tar Abruzzo (331/2018), che annullava un bando di gara del comune di Civitella del Tronto nel quale veniva previsto un compenso per professionisti tecnici inferiore a quello stabilito dai parametri ministeriali e, quindi, in violazione codice degli appalti (dlgs 50/2016), in particolare dell'articolo 24 comma 8. La gara riguardava l'affi damento dei servizi tecnici di ingegneria e architettura per il restauro di una fortezza borbonica. Contro il bando era stato presentato ricorso da parte degli ordini di ingegneri ed architetti di Teramo. Oltre alla gara, veniva richiesto l'annullamento della delibera regionale n. 693/2016 con cui «la regione aveva inteso normare la programmazione dei fondi limitando al 6 e all'8% dell'importo dei lavori il corrispettivo delle spese tecniche». La conseguenza è stata che il compenso «inizialmente quantifi cato in 470 mila euro secondo i parametri di cui al dm, è stato poi ridotto a 228 mila euro, ovvero entro il tetto fi ssato dalla delibera». La questione è stata affrontata anche dal Consiglio nazionale ingegneri, con la circolare 293 del 3 ottobre scorso. «Si tratta in altri termini di stabilire se le amministrazioni siano vincolate dai parametri per la determinazione dei corrispettivi oppure siano libere di discostarsene». Secondo il Tar «non basta addurre motivazioni legate alla riduzione dei costi a giustificare decisioni sui compensi basate su più ampia discrezionalità delle stazioni appaltanti. Accanto ai principi di economicità, effi cienza ed effi cacia dell'amministrazione occorre, infatti, tenere conto dell'obiettivo di qualità delle». La gara, invece, ha fatto riferimento alla delibera della giunta regionale: «Così facendo risulta stravolta la stessa ratio dell'articolo 24 citato». Su queste basi, il Tar Abruzzo ha annullato la gara. La parola passa ora, quindi, al Consiglio di stato.

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