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11/02/2021

«L’A14? Ma adesso le priorità sono Mezzina e Lungotenna»

Corriere Adriatico

Violoni dell'Ance: «Strade strategiche, queste le opere più utili e fattibili»
LA VIABILITÀ
FERMO Le strade per la ripartenza del Fermano sono la Mezzina e Lungotenna. Non sono solo più importanti della terza corsia dell'autostrada A14 ma hanno anche dei tempi di realizzazione più brevi.
Le aree
Lo afferma Stefano Violoni, presidente di Ance Fermo, che prende come esempio il nuovo ospedale di Campiglione: «Per essere davvero efficiente deve diventare raggiungibile da Valdaso e Val Menocchia. E quindi, ecco la Mezzina come unica alternativa alle attuali provinciali, a cui mancano le risorse per una manutenzione continua, e alla Statale». Violoni, si rivolge anche al presidente della regione Marche Francesco Acquaroli: «Infrastrutture non significa solo autostrada. Ci sono strade più efficaci e di più rapida realizzazione: Mezzina e Lungotenna che da tempo sono inserite nei piani urbanistici locali e che cambierebbero in maniera positiva la circolazione. Un'illusione? Speriamo di no, il pressing delle realtà produttive è continuo».
La scelta
Per la strada Lungotenna, capace di collegare San Marco alle Paludi a Campiglione e, più in generale, il casello dell'A14 di Porto Sant'Elpidio con la Mezzina e la Faleriense, il presidente dell'Ance afferma: «È già finanziata nel suo tratto iniziale dal mare, ma andrebbe allungata fino ad Amandola. Diventerebbe così l'agognata Mare-Monti che per il nostro territorio è irrinunciabile. Aggiungiamo che ci sarebbero già 10 milioni di euro stanziati per il tratto da Servigliano verso monti per cui, con alcuni bypass nella Faleriense, si creerebbe un collegamento fondamentale e fattibile». Violoni allarga il suo discorso alle altre infrastrutture di trasferimento: «Lo sviluppo non è solo nelle strade che ci toccano da vicino. Siamo d'accordo con il presidente Acquaroli che ha come priorità il collegamento di porto e aeroporto. E questo riguarda anche la ferrovia, che nelle Marche non sa cosa significhi alta velocità». Infine il tema lavoro, non certo secondario. L'imprenditore di Altidona definisce vergognoso lo sconto del 30% previsto nel Decreto Resto al Sud «e negato alle Marche e alle sue aree di crisi complessa». Un brutto colpo per tutta la zona calzaturiera a cavallo fra Fermano e Maceratese. Spera che Draghi possa metterci una pezza. «Quello che invece mi auguro conclude Stefano Violoni - è che la Regione Marche, negli appalti in gestione a livello di infrastrutture ed edilizia, riesca a far lavorare imprese locali».
I lotti
Secondo lo stesso Violoni «se i lavori saranno frazionati in più lotti, senza violare il codice degli appalti, si renderanno più appetibili per chi ha sede e maestranze sul territorio». Sarebbe un aiuto di vitale importanza per le aziende del territorio colpito dal Covid dopo la crisi del manifatturiero e quella legata al sisma di cinque anni fa.
Massimiliano Viti
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