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22/05/2020

La vera posta in gioco prescrizione e potere

La Stampa - MARCELLO SORGI

TACCUINO
Renzi ha salvato Bonafede (e Conte). Alla fine, la previsione della vigilia è stata rispettata. E a chi continua a chiedersi dove porti la strategia dello "stop and go" del leader di Italia viva, si può rispondere che nell'immediato l'effetto è stato convincere/costringere il ministro di Giustizia a rimettere mano alla riforma del processo penale e alla correzione dell'abolizione della prescrizione, un punto fin qui irrinunciabile per i 5 stelle. E in prospettiva, ottenere da Conte l'agognato sblocco dei cantieri (frenato anche in questo caso da resistenze pentastellate) e l'adozione di un sistema degli appalti più snello e più simile a quello della ricostruzione del ponte di Genova. Dietro questi risultati politici, che Renzi considera indispensabili per marcare l'identità del suo partito, c'è in corso anche una trattativa che va da una redistribuzione delle presidenze delle commissioni parlamentari in scadenza, con Marattin che potrebbe approdare alla nevralgica postazione della Bilancio, a un eventuale rafforzamento della pattuglia di Iv al governo (Migliore sottosegretario alla Giustizia). Trattativa negata dagli interessati, e complicata da condurre per le difficoltà di rimettere le mani su una compagine ministeriale che resta traballante e per la contrarietà, non solo dei 5 stelle, ma anche del Pd, a riconoscere un peso maggiore al partito nato dalla scissione dal Nazareno. Naturalmente si può discutere se era proprio il caso di tenere il governo appeso a un filo, come ha fatto Renzi, per centrare questi obiettivi, la maggior parte dei quali rimane tuttavia legato a trattative ancora da portare a termine. Ma nella situazione data, con spazi di movimento limitati dall'emergenza virus che continua, è innegabile che l'ex-premier e leader del Pd sia riuscito a fare politica e a spostare l'asse politico del governo più vicino alle istanze programmatiche di Italia viva. D'altra parte, Renzi è il primo a sapere che una crisi in questo momento non è possibile e che le mozioni di sfiducia, specie quelle individuali, si risolvono quasi sempre in un rafforzamento del ministro interessato e del governo. Ai suoi tempi, infatti, Renzi, i ministri li faceva dimettere prima che fossero sfiduciati. -