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03/09/2020

La truffa dei contribuiti Covid «Denaro a società non attive» L’accusa: a giugno aperte quattro partite Iva per incassare i sussidi pubblici Indagato Grazzini, già a processo per un sospetto raggiro a danno del porto Inchiesta di procura e guardia di fina

Il Secolo XIX - Tiziano Ivani

Tiziano Ivani / La SpeziaL'ipotesi è netta: a giugno il rappresentante di alcune onlus con sede nello Spezzino ha aperto quattro partite Iva, risultate poi non attive, con l'unico intento d'incassare i sussidi Covid erogati dallo Stato. Procura e Guardia di finanza sostengono che Livio Orlando Grazzini, 64 anni, nato a Buenos Aires, figura già a processo per una sospetta maxitruffa (347 mila euro) ai danni dell'Autorità portuale, abbia ottenuto in tutto, senza averne alcune diritto, 8 mila euro (circa 2 mila a partita Iva). È il primo caso scoperto in provincia. Ieri mattina Grazzini s'è presentato in caserma per la notifica dell'informazione di garanzia: è accusato di truffa e d'un falso per alcuni particolari indicati nelle richieste inoltrate al Fisco.La ricostruzioneLe varie sequenze dell'inchiesta sono state rapidissime: sono passati soltanto pochi giorni, infatti, dal deposito della denuncia alla chiusura del cerchio. Il procuratore Antonio Patrono ha subito formalizzato le contestazioni, anche per dare un segnale forte a chi intende compiere reati così odiosi in un momento di grave difficoltà per imprese e attività commerciali, falcidiate in tutti settori dall'emergenza coronavirus.I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria, guidati dal comandante provinciale Massimo Benassi e dal tenente colonnello Domenico Giovannacci, stanno portando avanti un'attività di screening molto accurata per evitare che vadano disperse risorse dello Stato. Contattato dal Secolo XIX (per trami di uno dei suoi legali), Grazzini ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in merito all'indagine. Il sessantenne però è coinvolto anche in un altro caso che quasi tre anni fa ebbe una eco nazionale. Il precedenteGennaio 2018: il giudice spezzino Roberto Bufo, all'epoca in servizio a Pisa, viene arrestato, su input dei pm di Genova, con l'accusa di essere a capo d'una cricca che truccava le vendite di immobili all'asta. Negli stessi giorni, emergono i particolari d'una seconda inchiesta, portata avanti dalla Procura spezzina, che vede protagonista lo stesso Bufo. Sono spariti 57 mila euro dai conti della sezione locale dell'associazione nazionale vittime civili di guerra, di cui il giudice è presidente. Parte del denaro sarebbe stato girato a Grazzini tramite operazioni ricostruite dagli inquirenti, queste accuse però cadranno completamente perché la onlus verrà risarcita. Ma c'è anche altro: in particolare la presunta truffa, da 347.964 euro, per cui Grazzini verrà processato assieme Massimiliano Noan Notarangelo (è in corso il dibattimento, i due imputati sono difesi dagli avvocati Gianpaolo Carabelli e Carlo Rampi). I due conoscenti sono accusati di aver utilizzato alcune onlus, che in realtà sarebbero state a tutti gli effetti imprese commerciali, per aggirare le norme del codice degli appalti e ottenere l'affidamento diretto «dei servizi relativi all'assistenza alle operazioni di imbarco e sbarco dei crocieristi e alla regolamentazione stradale da svolgere in largo Fiorillo». Premessa: la legge prevede che le associazioni con finalità sociali possano ottenere appalti pubblici senza partecipare ad alcuna gara. Le onlus però devono essere autentiche, non uno strumento per mascherare le attività di aziende private e trarre inganno le amministrazioni pubbliche. La Procura sostiene che Grazzini e Notarangelo abbiamo utilizzato proprio questo stratagemma. In più, avrebbero anche «rendicontato spese mai sostenute, 166. 200 euro, per la produzione di materiale informativo». Durante le indagini carabinieri e guardia di finanza acquisiscono i documenti relativi a cinque convenzioni stipulate dall'Ap in favore delle onlus riconducibili ai due sospettati. Dei 347.964 euro incassati, secondo gli inquirenti grazie a un raggiro, circa 282 mila sono stati prelevati in contanti proprio Grazzini. L'ultima volta si sarebbe recato in banca nel febbraio 2015. --tiziano.ivani@isecoloxix.it© RIPRODUZIONE RISERVATA