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15/05/2020

La tregua necessaria

MF - Antonio Giordano

L'ECONOMIA IN SICILIA OLTRE L'EMERGENZA SANITARIA/14
A confronto Floriana Franceschini (Cna Catania) e Giovanni Selvaggi (Confagricoltura Catania). Almeno un anno di fisco «calmierato» per chi produce e ristori a fondo perduto, ma anche credito più semplice
Quattordicesima puntata del viaggio di MF Sicilia nell'economia regionale ai tempi del Covid-19. Proseguono le interviste a esperti e rappresentanti di categoria su come superare l'emergenza in corso e fare rinascere la produzione nell'Isola dopo la rovinosa crisi dovuta alla pandemia. Tre le domande per i partecipanti al confronto: 1) le misure che è oggi possibile attuare da parte dello Stato e degli enti locali a sostegno dell'economia regionale; 2) le scelte più efficaci per potenziare l'indispensabile ripresa; 3) i progetti per il dopo dell'impresa o dell'associazione che si rappresenta. Prima a rispondere è Floriana Franceschini, presidente di Cna Catania, che evidenzia come «gli artigiani e il sistema delle piccole imprese siano ormai allo stremo delle forze. Senza dubbio sono i più colpiti da una crisi economica davvero senza precedenti, che rischia di mandare in fallimento oltre 5 milioni di piccoli imprenditori, che magari non moriranno per il coronavirus, ma più probabilmente per l'assenza di provvedimenti economici davvero efficaci da parte delle istituzioni. Che cosa serve? Intanto l'anno 2020 dovrebbe essere considerato un anno di tregua fiscale. Le aziende dovrebbero avere la possibilità di riprendere l'attività senza l'assillo anche delle tasse. A nostro avviso servono poi subito ristori a fondo perduto a fronte delle perdite dimostrate; abolizione degli acconti d'imposta per l'anno 2020; sospensione delle imposte già maturate fino al 30 settembre, prevedendo il pagamento con un piano di rientro a lungo termine; sospensione delle rate trimestrali degli avvisi bonari già notificati; riconoscimento del credito d'imposta sugli affitti degli immobili a prescindere dalla categoria catastale; riconoscimento di un anno figurativo di contribuzione Inps senza il versamento dei contributi nella gestione autonomi o separata che dir si voglia». Sul futuro, la Franceschini è moderatamente fiduciosa: «L'Italia si è sempre rialzata dalle prove cui la sua storia millenaria l'ha sottoposta. Si rialzerà anche questa volta, più consapevole e coesa di prima. Non è retorico ottimismo, ma fiducia nelle straordinarie energie e risorse del Paese e in particolare nelle capacità e nella infinita creatività degli artigiani e dell'imprenditoria diffusa. Ma serve un vero aiuto da parte dello Stato centrale e della Regione Siciliana. È necessario mantenere l'impegno a mettere a disposizione delle micro imprese un contributo a fondo perduto attraverso un'iniezione di nuova liquidità e consentire un vero accesso al credito senza vincoli: tasso zero, almeno decennale, garantito al 100% dallo Stato, per artigiani, imprese e professionisti. Ricordo a tutti che è assurdo che in un momento del genere gli artigiani siciliani non possano usufruire della Crias, che è bloccata da sei mesi. Ma urge anche una radicale riduzione della pressione burocratica, con particolare attenzione a fisco e lavoro; attivazione di un eccezionale e straordinario piano di sviluppo e di investimenti infrastrutturali; sospensione del codice appalti per il 2020-2021 e attivazione di specifiche procedure emergenziali; azioni e piano di intervento immediato a sostegno e valorizzazione del Made in Italy e dell'export del nostro Paese; incentivi per investimenti in sicurezza e sorveglianza sanitaria; riduzione del cuneo fiscale e contributivo sui salari per tutto il 2020; piano straordinario di intervento immediato a sostegno e valorizzazione di turismo e commercio che preveda l'introduzione del bonus turismo e la dotazione di un fondo specifico per la promozione della destinazione Italia e Voucher per la revisione dei veicoli constatata l'impossibilità di usufruire dei mezzi pubblici dimezzati nella capienza per il distanziamento sociale e possibilità di usufruire di bonus per la riparazione delle auto al fine sia di rendere sicura la circolazione dei veicoli che di combattere l'abusivismo». Secondo a rispondere è Giovanni Selvaggi, presidente di Confagricoltura Catania. Il comparto agrario era da poco venuto fuori da una lunga crisi, soprattutto occupazionale. L'imprevedibile frangente storico che stiamo vivendo rischia di fare ripiombare il settore indietro di anni, vanificando i non pochi progressi faticosamente ottenuti. Per quello che riguarda le misure possibili a sostegno delle imprese che stanno subendo danni dall'emergenza in atto, Selvaggi ritiene che serva liquidità per le imprese agricole «e serve subito e senza troppe scartoffie. Fin dall'inizio della pandemia abbiamo ricevuto solo parole, promesse di prestiti e nulla di concreto. Ad aprile è stato dichiarato lo Stato di crisi dalla Regione per il nostro settore. Bene, benissimo, ma con quella dichiarazione non mangiamo. Invece di andare in banca per pochi spiccioli, si diano agli agricoltori siciliani i fondi dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) spettanti loro per le misure a superficie. Il governo nazionale ci aiuti poi esonerandoci dall'iva sugli acquisti di energia, carburanti, mezzi agricoli e su quanto serve al nostro comparto per continuare a produrre senza essere affossato da costi in questo momento storico insostenibili». Per agevolare la ripresa dopo la fine dell'emergenza, Selvaggi punterebbe su «finanziamenti agevolati veri e di lunghissimo periodo, non prestiti da restituire in tempi brevi e con tassi non adeguati a una crisi mai vista prima. Serve poi garantire un più semplice accesso al credito. Ma semplificare l'accesso al credito era anche una delle richieste pre coronavirus. Adesso, oltre a essere semplice, l'accesso al credito deve essere vantaggioso e deve essere lo Stato a garantire che questo accada. Abbiamo chiesto e chiediamo anche la reintroduzione temporanea dei voucher. C'è difficoltà a far venire in Italia i collaboratori storici provenienti prevalentemente dall'Est Europa. Con i voucher noi diamo la possibilità ai cittadini italiani, che magari sono senza lavoro, di impiegarsi nelle aziende agricole. Invece il governo nazionale sta andando verso un'altra direzione». Selvaggi ritiene che «in agricoltura, così come in altri settori, questa violenta e drammatica crisi, dopo la fase acuta che ci auguriamo duri il meno possibile, possa rappresentare anche una pagina di svolta, se bene interpretata, per la vita economica e il futuro della nostra comunità. Per quanto riguarda il settore agricolo, una delle sfide è senza dubbio rappresentata dalla battaglia atta a tutelare e incentivare la produzione e il consumo dei prodotti italiani del settore agroalimentare. Un mercato interno forte e protetto aiuterebbe, a nostro avviso, la nostra agricoltura e la renderebbe capace, nel medio periodo, di affrontare sfide importanti anche sui mercati esteri. Perché la qualità che contraddistingue le nostre produzioni è senza dubbio un'arma vincente da sfruttare al meglio». Una qualità alta riconosciuta dai mercati internazionali quale assoluta eccellenza su cui puntare anche oggi, nonostante l'inevitabile contrazione globale dei consumi che è già possibile avvertire. (riproduzione riservata)