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28/09/2018

LA TAV FRENA NEL GIORNO DEL “PRIDE”

La Repubblica - mariachiara giacosa stefano parola

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Oggi il presidente del Piemonte Chiamparino chiama a raccolta il popolo "Sì Tav": al Centro Torino Incontra ci saranno imprenditori, sindacalisti e addetti ai lavori. Dovranno fare i conti con un problema: il primo grande appalto dell'opera doveva partire a settembre, ma per ora è tutto congelato. pagina VIII Settembre è finito e il bando di Telt per il mega appalto da 2,3 miliardi di euro per la realizzazione del tunnel della Torino-Lione resta congelato. «La società ha concluso le analisi tecnico giuridiche che sono state condivise con i governi italiano, francese e con l'Europa - fanno sapere da Telt - ora attendiamo indicazioni ufficiali su come procedere perché la società non intende agire contro la volontà dei due Paesi». È un cambio di strategia, maturato durante l'ultimo consiglio d'amministrazione della società, con qualche protesta dei francesi.
Telt attende gli atti formali del governo Conte, ma ogni giorno che passa si mettono a rischio, in tutto o in parte, i finanziamenti dell'Ue per l'alta velocità tra Francia e Italia. Il cronoprogramma di Bruxelles imponeva l'avvio della gara per i lavori del tunnel entro l'estate, che con qualche estensione di calendario poteva proiettarsi a fine settembre. E se, come più volte annunciato dal ministro Danilo Toninelli, la decisione sul futuro della Tav sarà presa solo alla luce delle conclusioni dell'analisi costi-benefici prevista per metà novembre, i tempi sono destinati a dilatarsi ancora e la diplomazia italiana dovrà trattare una proroga con l'Europa che paga il 40 per cento degli 8,6 miliardi di costo dell'opera.
La decisione di congelare la gara arriva alla vigilia del summit sulle infrastrutture convocato per oggi dal presidente della Regione Sergio Chiamparino al Centro congressi Torino Incontra. Una sorta di "pride" del Piemonte che produce e che chiederà al governo «di uscire dall'incertezza». «La Tav deve andare avanti e gli appalti devono partire - spiega il presidente - occorre sbloccare le risorse per il Terzo Valico e stanziare ciò che ancora manca, mentre per l'Asti-Cuneo servono tempi rapidi». Prosegue Chiamparino «l'incertezza non può continuare a lungo, perché ci sono centinaia di operai che non sanno cosa sarà del posto di lavoro e imprenditori, nel campo della logistica ma non solo, che aspettano di sapere quale appeal avrà il Piemonte per i loro investimenti».
Al fianco del presidente, oggi, ci sarà il mondo produttivo, che sulla Torino-Lione già due settimane fa ha fatto sentire la sua voce, durante l'evento torinese a cui ha partecipato anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Parleranno il presidente regionale, Fabio Ravanelli, il numero uno della Camera di Commercio di Torino, Vincenzo Ilotte. Ci saranno anche il segretario generale Pier Massimo Pozzi e Vincenzo Colla, segretario nazionale della Cgil, che si sta giocando il ruolo di nuovo leader del sindacato con Maurizio Landini.
La presenza di Colla è legata alla sua vicinanza alla Fillea, la categoria dei lavoratori edili, e alla sua posizione favorevole alla Tav, che dunque lo contrappone al suo sfidante. E pure alla Camera del lavoro di Torino, che è contraria alla grande opera. Tra i "Sì Tav" si schiera invece con convinzione la Cisl, che chiede piccoli e grandi infrastrutture per contrastare la crisi che da anni colpisce le costruzioni.
La base del ragionamento saranno gli studi del professore del Politecnico di Torino, Bruno Dalla Chiara, esperto di trasporti e sistemi infrastrutturali, e quelli del suo collega milanese, Roberto Zucchetti che è anche consulente dell'Osservatorio sulla Torino-Lione. Il suo lavoro fissa a 50 milioni di tonnellate il passaggio annuo di merci sull'arco alpino occidentale, un numero consolidato e con una certa tendenza all'aumento. I dati sono stati presentati ieri durante la riunione dell'Osservatorio e stimano, con uno scenario di crescita prudente, che nel 2060 il traffico di merci sulla direttrice est-ovest crescerà a 60 milioni di tonnellate.
«Se poi si confermassero i tassi di crescita economica immaginati dal governo all'1,8 per cento annuo - spiega il presidente dell'Osservatorio Paolo Foietta - allora la cifra del traffico merci salirebbe a 80 milioni, ed è evidente che servono infrastrutture adeguate». E ferrovie moderne e veloci saranno necessarie soprattutto se dovessero andare in porto le intenzioni del neo-ministro dell'ambiente francese, François de Rugy, che intende imporre ai tir stranieri che viaggiano sulle strade francesi una sorta di ecotassa per difendere gli autotrasportatori nazionali, spostando una parte del traffico sulle ferrovie.

Foto: Il presidente Sergio Chiamparino presidente della Regione Piemonte ha chiamato a raccolto il "popolo dei Sì Tav" per un summit su tutte le infrastrutture piemontesi a rischio. Sopra, il cantiere della Tav nel versante francese