scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
14/05/2021

La tabella di marcia per l’Italia connessa a un Gigabit

Il Sole 24 Ore - Alessandro Longo

La roadmap del Pnrr. Il primo passo necessario è costituito dalla mappatura delle reti esistenti e delle coperture previste per i prossimi cinque anni
L'Italia ha una prima bozza di programma per superare una volta per tutti i nostri ritardi sulla banda ultralarga, da qui al 2026. Anno entro il quale, per le regole europee, dovremo aver speso tutti i fondi Ue. Il programma è nel PnrrR e una prima roadmap, verso la copertura gigabit di famiglie, aziende, scuole, ospedali, è chiarita sul sito del ministro per l'Innovazione. Il primo passo è preliminare all'azione: la mappatura delle reti esistenti e delle coperture previste dagli operatori nei prossimi cinque anni. È già partita, a opera di Infratel (Mise), con modalità innovative. Una mappatura, per quanto sia scontato averla per poter progettare i futuri piani pubblici, era una grossa dimenticanza del primo Pnrr. Vi è stata inclusa dal nuovo governo, accogliendo un parere approvato dalla Camera a marzo e firmato da Enza Bruno Bossio (PD) e Paolo Ficara (M5S).

La mappatura sarà ultimata entro l'estate, quando è previsto anche un decreto di (ulteriori) semplificazioni normative per chi posa fibra e mette antenne, come richiesto da Asstel (associazioni degli operatori) e dagli stessi parlamentari. «Con la mappatura delle reti e, nello stesso periodo, l'approvazione europea del piano italiano, ci saranno i presupposti per entrare nel vivo dei lavori per l'Italia a un gigabit», dice Bruno Bossio. La mappatura è un passo cruciale ed è essa stessa una innovazione all'interno del piano di innovazione del Governo. Per la prima volta in Europa, infatti, sarà usato un criterio suggerito l'anno scorso dal Berec (Body of European Regulators for Electronic Communications): invece di limitarsi a stimare la velocità massima raggiungibile nelle varie zone d'Italia, si stimerà (per tecnologie fisse e wireless) la velocità raggiunta sotto usuali condizioni di picco del traffico. Infratel per calcolare questo valore adotterà una formula, realizzata dal Politecnico di Milano, basandosi su parametri forniti dagli operatori. Si scoprirà quindi così quali sono le zone davvero coperte da banda ultralarga (velocità ad almeno 30 Megabit) e quali già gigabit (tecnologie "Vhcn": fibra nelle case e misto fibra-fixed wireless 5G).

Come anticipato dal ministro all'Innovazione Vittorio Colao, per la prima volta la mappatura - che è in effetti una consultazione Infratel con gli operatori - implicherà meccanismi stringenti di vigilanza. Gli operatori hanno infatti disatteso finora gli impegni, con il risultato che le zone senza banda ultralarga sono risultate più ampie del previsto. Questo in aggiunta ai ritardi (di circa tre anni) dello stesso piano banda ultralarga pubblico nelle aree bianche. Si legge in consultazione: «Come previsto al paragrafo 65 degli Orientamenti Europei, al fine di minimizzare il rischio che una semplice "manifestazione di interesse" da parte di un operatore possa ritardare o impedire la fornitura di servizi a banda ultralarga nell'area interessata, l'operatore si impegna a trasmettere a Infratel Italia, con periodicità semestrale, un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei piani dichiarati. Nel caso in cui l'operatore non attui il piano dichiarato o non fornisca gli aggiornamenti semestrali, Infratel Italia avrà facoltà di procedere con l'esecuzione del piano di intervento pubblico nonché a dare comunicazione dell'inadempimento dell'operatore sul proprio sito istituzionale. All'esito dell'attività di vigilanza, Infratel Italia, di concerto con il Mise, procederà a segnalare le condotte degli operatori alle competenti autorità di regolazione del settore».

Prossimo passo saranno nel 2022 i bandi per l'Italia gigabit, da assegnare - stima il Governo - entro la fine del prossimo anno, per realizzare i primi progetti nel secondo semestre 2023. Ma qui entriamo in un'area dai contorni mobili: «C'è una discussione in corso su dove fare le gare nelle zone grigie e nere, dove ci sono già reti banda ultralarga ma non di tipo gigabit: Colao vorrebbe fare piccole gare, ma non tutti sono d'accordo e non c'è una posizione di Governo stabilita», dice Bossio.

«Le aree nere sono ad alta competizione e c'è il forte rischio che l'intervento non passi il vaglio della Commissione Ue - dice Francesco Vatalaro, ordinario di Telecomunicazioni, Università di Roma Tor Vergata -. Sarebbe stato meglio destinare più risorse per incentivare famiglie e aziende ad abbonarsi. L'adozione è il nostro principale problema». Sul punto il Pnrr si limita a dire che si valuterà una revisione del piano voucher, eventualmente con altri fondi: a quanto risulta, c'è l'intenzione bipartisan a farlo, anche rivedendo le regole per il voucher. Senza dimenticare il pregresso: «Gli obiettivi del Pnrr sono condivisibili; resta ora da capire come accelerare i lavori del piano aree bianche, già approvato», aggiunge Mirella Liuzzi (M5S), sottosegretaria al Mise nel precedente Governo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il censimento porterà a meccanismi stringenti di vigilanza per gli operatori. Poi nel 2022 arriveranno i bandi 2.400 TOTALE 6.706,5 TOTALE Fonte: Pnrr Fondi next generation Eu Contributo addizionale dei privati (Stime) Dati in milioni di euro IL PIANO ITALIANO Aree bra - FWA bianche 60,5 ISOLE MINORI Copertura 5G delle strade extra urbane 600 ITALIA 5G Aree non coperte da 5G o 4G 1.000 ITALIA 5G SCUOLE CONNESSE 261 STRUTTURE SANITARIE CONNESSE 501,5 3.863,5 Corridoi 5G 420 800 ITALIA 5G 1.600 Aree bra - FWA grige e nere ITALIA A 1 GIGA Risorse e tempistiche per la banda ultralarga Sempli cazione permessistica Gestione bandi di gara Le tappe previste dal piano LA TIMELINE II SEMESTRE 2021 Consulatazioni concluse, bandi pubblicati I SEMESTRE 2022 Bandi Italia 1 Gbps assegnati Implementazione II SEMESTRE 2023 Primi progetti realizzati II SEMESTRE 2026 100% progetti realizzati II SEMESTRE 2022 Tutti i bandi assegnati 2026 2025 2024 2023 2022 2021

RISORSE E TEMPISTICHE PER LA BANDA ULTRALARGA