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23/02/2021

“La svolta è un solo ospedale ma con una sede distaccata”

La Stampa - RICCARDO COLETTI

dalla regione all'asl i fondi per per la valle belbo
NIZZA MONFERRATO «Un voto unanime per la Valle Belbo. Un voto che riporta il Sud Astigiano al centro delle politiche sanitarie regionali. Un sì a 14 milioni di euro per riprendere i lavori ai Boidi ed incrementare l'offerta sanitaria nell'area dell'Astigiano in cui l'età media è più alta». La Regione ha trasferito nella casse dell'Asl di Asti 14 milioni di euro per finire l'ospedale della Valle Belbo. «Meno di un anno fa incontravamo per la prima volta l'assessore regionale alla Sanità. Luigino Icardi fu subito chiaro: la Regione non poteva tornare a due ospedali nella Provincia di Asti. Poi è arrivata la svolta. L'idea che ha cambiato tutto: un unico ospedale, il Cardinal Massaia, con due sedi. Asti e Nizza Monferrato». Andando ad analizzare la bozza di progetto sarà una struttura sanitaria con due anime. «Una dedicata alla medicina di territorio. L'altra vocata alla cura dei malati acuti - indica Luigino Icardi, assessore regionale alla Sanità -. Una nuova visione di sanità. Si passerà da un reparto ospedaliero per acuti, ad uno a bassa intensità come i Cavs, prendendo un ascensore». È uno dei punti di forza su cui vuole porre l'accento anche il sindaco di Nizza Monferrato: «Ora un ricoverato Cavs di Nizza se ha bisogno di un grado d'assistenza maggiore deve salire in ambulanza per arrivare al Massaia partendo dal Santo Spirito». Il futuro ospedale del Sud Astigiano costerà circa 62 milioni di euro. «Al terzo piano 80 posti letto di medicina dove si cureranno i pazienti acuti - spiega Luigino Icardi, assessore regionale alla Sanità -. Gli altri due piani avranno ambulatori, radiologia, dialisi, posti letto di continuità assistenziale, medicina territoriale e tutto ciò che è nelle delibere attuali». Confermato il punto di primo intervento sulle 24 ore e finanziata la pista per l'elisoccorso utilizzabile giorno e notte. Questo servirà a garantire le emergenze visto che ad ora sia il Santo Spirito che il Valle Belbo sono fuori dalle rete del 118. L'assenza di un pronto soccorso non obbliga l'amministrazione comunale di Nizza a predisporre due accessi alla struttura. «Servirà una seconda via di fuga, ma non una strada secondaria - indica Simone Nosenzo -. Invece dovremo mettere mano all'accesso. Ora c'è un semaforo, ma stiamo pensando di creare una rotatoria». Mentre Nizza e la Provincia si occuperanno di viabilità Asl e Regione sono alle prese con la riprogettazione del Valle Belbo. Due le vie percorribili. Affidare all'impresa attuale, la Ruscalla di Asti, l'intera opera compreso il terzo piano. In questo caso si dovrà trovare un accordo economico che stia nei limiti delle leggi sugli appalti pubblici. Oppure indire una gara d'appalto nuova. Europea come impone il codice degli appalti per opere pubbliche superiori ai 5 milioni di euro. Ultima possibilità, la più complessa ma ugualmente percorribile, è affidare alla Ruscalla la costruzione del piano aggiuntivo e la conclusione dei lavori ora in appalto ed indire un bando per i lavori necessari al terzo piano, quello che ospiterà gli 80 posti letto di medicina. - RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Il cantiere dell'ospedale Valle Belbo a Nizza Monferrato