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10/09/2021

La storia Errori, ricorsi e dubbi: vent’anni buttati via

Corriere del Trentino

Bloccato il più grande appalto del Trentino
Partiamo dalla fine delle storia legata al Nuovo ospedale del Trentino. L'impresa Pizzarotti, nel maggio scorso, si è rivolta ai giudici della Cassazione contro la ditta Guerrato, vincitrice momentanea dell'appalto da 1,6 miliardi. L'azienda emiliana chiede la revisione della pronuncia del Consiglio di Stato dell'aprile scorso, sulla base della sentenza, già passata in giudicato, del tribunale amministrativo (Tar) del giugno 2020 che aveva accolto le contestazioni della stessa Pizzarotti rispetto alla coerenza del piano economico finanziario proposto da Guerrato. Tecnicismi a parte, sono passati vent'anni e i cittadini non sanno ancora, se e quando, potranno contare sul nuovo polo sanitario. L'inizio di questa storia risale al 1999; l'allora assessora provinciale alla Sanità, Paola Conci, incarica un gruppo di esperti di studiare dove e come realizzare il nuovo ospedale. Nel 2006 viene approvato lo studio preliminare e individuata la zona presso la foce del Fersina. Si aspetta solo la progettazione di massima della struttura e soprattutto la pianificazione urbanistica per rendere l'area compatibile con l'intervento in questione. Nulla viene fatto e cala il silenzio. Cinque anni più tardi, la Provincia riaccende i motori, ha fretta di aprire il cantiere e decide di affidare in concessione TRENTO (project financing) finanziamento, costruzione e gestione dell'opera. La gara per la scelta del promotore si chiude ad agosto 2012: quattro le offerte. Il raggruppamento che fa capo a Impregilo si colloca al primo posto e viene nominato promotore. Il Tar accoglie però il ricorso degli altri concorrenti che ritengono illegittima la gara anche per l'incompatibilità di due membri della commissione: sono Luciano Flor e Livia Ferrario. Il codice degli appalti infatti afferma che chi ha partecipato alla stesura del progetto preliminare non può essere nominato nella commissione giudicatrice. Il Consiglio di Stato, il 13 ottobre 2014, conferma la sentenza del Tar e dispone l'annullamento della commissione tecnica. A quel punto, secondo i giudici di secondo grado, non è più possibile procedere. Quindi, che fare? Nel giugno 2016, Piazza Dante abbandona la strada del project financing e cambia strategia. In settembre viene promosso un nuovo concorso di progettazione: i progetti presentati sono dodici, firmati da professionisti provenienti da Europa, Asia e America. Nel frattempo anche la determinazione di revoca del project financing viene impugnata dalle imprese partecipanti alla prima gara (Mantovani, Pizzarotti, CMB, Impregilo). Il Tar di Trento con la sentenza 404 del 10 novembre 2016 respinge il ricorso, ma con le sentenze 4467 del 2 5 s e t t e m b r e 2017 e 4555 del 29 settembre 2017 il Consiglio di Stato annulla la determinazione con cui la Provincia aveva revocato il project financing. Preso atto che le nuove sentenze hanno invalidato il concorso di progettazione, la Provincia nel febbraio 2018, chiede chiarimenti al Consiglio di Stato per capire come procedere. E il Consiglio di Stato precisa che «la gara, sempre nella forma della finanza di progetto, deve essere ripresa dalla fase di presentazione delle offerte» e possono parteciparvi solo i concorrenti che nel 2011 avevano presentato un'offerta. Nel maggio dello stesso anno la giunta annuncia che il concorso di progettazione del Polo sanitario è interrotto e che tale situazione non genera comunque necessità di risarcimento ai partecipanti. Una beffa. Otto mesi dopo, la Provincia approva gli atti per il rinnovo della gara mediante il project financing. Insomma, si torna all'antico. Nell'aprile 2019 vengono presentate due offerte: quelle di Guerrato e Pizzarotti. Nel gennaio 2020 il dirigente generale De Col sulla base della graduatoria stilata dichiara vincitrice l'impresa Guerrato Spa. La Pizzarotti va all'attacco e si rivolge al Tar ( g i u g n o 2020). Il Tribun a l e a m m i n i strativo accoglie il ricorso dell'azienda emiliana e annulla la determina con la quale si aggiudica la gara alla Guerrato. T u t to f i n i to ? M a cc h é . L a giunta prende atto della sentenza e dispone la rivalutazione dell'offerta della Guerrato. Nell'agosto 2020 De Col nomina nuovamente promotore per il progetto del Not la Guerrato. La Pizzarotti sferra l'ennesimo attacco e nel giugno 2021 spedisce l'incartamento in Cassazione dove si trova oggi. Pochi giorni dopo (13 giugno) viene diffuso un documento di oltre 200 pagine (elaborato anche dai tecnici della Pizzarotti) con il quale si stronca il progetto nel Not elaborato dalla Guerrato. Ieri, 8 settembre 2021, la questione è approdata in Consiglio provinciale. Dibattito inutile. E il Not rimane ancora un miraggio. Do. Ba

Lo studio preliminare

2006

Nel 2006 viene approvato lo studio preliminare e viene anche individuata la zona presso la foce del Fersina. Seguirà uno stallo del progetto durato cinque anni L'inizio Nel 1999 l'allora assessora provinciale Conci, incaricò un gruppo di esperti di studiare dove e come realizzare il Not

Foto: Il futuro Due immagini del progetto per il nuovo ospedale di Trento La ditta Guerrato, è la vincitrice (momentanea) dell'appalto che vale 1,6 miliardi