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14/11/2020

LA STORIA È una delle incompiute fra le opere pubb…

Il Messaggero

LA STORIA
È una delle incompiute fra le opere pubbliche di Nettuno il Teatro Comunale che da circa 15 anni campeggia nell'area de Le Vele, guscio vuoto di legno lamellare in attesa di aprirsi allo spettacolo e alla cultura. Ora sembra in dirittura di arrivo. L'Ufficio tecnico del Comune ieri ha consegnato il cantiere alla ditta Biagioli di Ariccia, vincitrice della gara di ultimazione bandita dalla centrale unica appaltante della Città Metropolitana di Roma. Tempi di realizzazione 240 giorni lavorativi, per un costo di 1 milione 545 mila euro.
Notizia attesa da tanti in città, anche perché grida vendetta lo scempio della struttura, abbandonata quando era ormai a buon punto e vandalizzata di porte, finestre e altri impianti. Per un periodo occupata pure da senza fissa dimora. «Finalmente chiudiamo anche questa - dice il sindaco di Nettuno, Alessandro Coppola - fra le situazioni di stallo ereditate. La ditta deve verificare con i progettisti alcune parti del progetto esecutivo e poi inizierà subito i lavori. La struttura è in buone condizioni, dato che gli ammaloramenti riguardano solo gli infissi». In base al cronoprogramma dell'Ufficio tecnico i lavori - tenendo conto pure di qualche imprevisto che, nel 2020, non è improbabile - si concluderanno a fine 2021. «Torneremo lì a stappare lo spumante. A Nettuno manca un luogo dove fare teatro e attività culturali» commentano i cittadini che organizzarono un flash mob davanti all'edificio per chiedere la ripresa dei lavori.
L'odissea del Teatro inizia nel 2002 quando la giunta comunale dell'epoca decise di realizzarlo chiedendo fondi alla Regione Lazio e un mutuo alla Cassa depositi e prestiti per 2 milioni e mezzo di euro. Arrivati due anni dopo. Progetto redatto, gara bandita, ma poi è scattata la norma degli appalti italiani: ricorsi a raffica che hanno bloccato l'opera, ferma alla struttura esterna. Nel frattempo il Comune aveva perso i fondi regionali non spesi. Nel 2008 nuovo finanziamento regionale e nuovo azzeramento: non si riusciva a procedere. Sulla vicenda è intervenuta pure la Corte dei Conti. La precedente giunta M5S tornò alla carica e riuscì ad avere 750 mila euro dalla Regione finalizzati al Teatro e un prestito di 1,2 milioni di euro dalla Cassa depositi prestiti, usati dall'attuale giunta per la nuova gara. «Nel bando ci sono anche delle suppellettili - spiega il sindaco - e speriamo, Covid permettendo, di fare la festa di inaugurazione per il Natale del prossimo anno».
Antonella Mosca
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