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25/03/2021

LA SOLUZIONE DEL GOVERNO NEL DECRETO RECOVERY

Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

L'ANALISI
L'Antitrust ha lanciato ieri il sasso nello stagno, chiedendo una sospensione immediata del codice degli appalti per il Recovery e una riforma organica a medio termine. Così la discussione sulla sospensione del codice esce dal dibattito politico - dove va avanti ininterrottamente da quando il codice è nato, cinque anni fa - e approda al tavolo istituzionale. Un sasso che il governo dovrà raccogliere in fretta per arrivare nella prima metà di maggio al decreto legge di semplificazioni annunciato dal premier Draghi.

Ma cosa si potrà fare con il decreto? Anzitutto bisogna ricordare che il codice è già di fatto congelato dalla doppia botta subita con il Dl sblocca cantieri (aprile 2019) e dal Dl semplificazioni (luglio 2020). In particolare non si applicano le procedure di gara. Il governo potrà quindi decidere: 1) sospenderlo del tutto, applicando le sole direttive Ue; 2) sostituirlo con una riforma organica; 3) sospenderlo per le sole opere del Recovery, approvando una «legislazione speciale».

Il ministro Giovannini, che ha la titolarità della materia, si è comportato in modo finora pragmatico. Ha detto nell'intervista al Sole 24 Ore del 17 marzo di voler fare non una riforma generale, ma di semplificare le regole «partendo dal Recovery». Un laboratorio che potrà essere esteso, se funzionerà. Giovannini ha fatto altre due cose: ha insediato una commissione con il Mims, la Funzione pubblica, il Consiglio di Stato, la Corte dei conti, l'Anac. A questo tavolo - attraverso i sottosegretari - partecipano tutte le forze politiche della maggioranza (paradossalmente meno il Pd). Il mandato è trovare in fretta un pacchetto di norme subito applicabili al Recovery. Il ministro vuole anche definire con i colleghi Cingolani e Franceschini le semplificazioni delle autorizzazioni ambientali e culturali. Dimostrando in questo modo di sapere bene che la gran parte degli ostacoli alla realizzazione delle opere in tempi rapidi stanno fuori del codice degli appalti.

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IL CODICE APPALTI

La riforma mancata

Il codice degli appalti viene approvato ed entra in vigore con il governo Renzi, nell'aprile 2016, quando al ministero delle Infrastrutture c'è Graziano Delrio (nella foto).

Il codice ha suscitato immediatamente forti polemiche politiche e di fatto non è mai stato attuato a pieno. Modificato e parzialmente sospeso una prima volta con il decreto legge sblocca-cantieri del governo giallo verde (aprile 2019), è stato di fatto congelato, almeno per le procedure di gara, dal decreto semplificazioni del governo giallo-rosso Conte 2 nel luglio 2020