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20/10/2020

La Sicilia fra paura e fiducia: ecco i veri numeri

La Sicilia

Il fact-checking. Boom di nuovi contagi, ma col record di tamponi: calano i tassi di positivi, ricoveri e letalità. Il dossier: fra un mese 1.250 in ospedale, 125 più gravi. Piano anti-Covid: 128 milioni per 32 progetti. Musumeci teme il picco di Natale
di degenza ordinaria e 61 dei 94 di terapia intensiva. Cosa succederà? Secondo Giuseppe Natoli, data manager dell ' unità di Medicina interna del Civico di Palermo, al prossimo 14 novembre la stima è di 1.250 ricoveri e 125 pazienti in terapia intensiva, a fronte di un ' attuale capacità di oltre 1.800 posti letto Covid e quasi 200 di rianimazione, attivabili in 48 in caso d ' emergenza. Il sistema siciliano dovrebbe reggere anche al boom previsto nel prossimo mese. Molta attesa, adesso, c ' è sui 128 milioni disponibili per Sicilia dal governo (tratti da fondi della Banca europea degli investimenti) per 32 progetti di potenziamento degli ospedali in chiave anti-Covid. Sarà Nello Musumeci, in veste di commissario delegato da Palazzo Chigi, a gestirli, con procedure snelle e deroghe alle norme sugli appalti, affidandosi al redivivo Tuccio D ' Urso, ex dirigente regionale antifannulloni, in veste di soggetto attuatore. L ' iter sconta un ritardo romano, rinfacciato ieri in videoconferenza da Ruggero Razza a Domenico Arcuri: i piani delle Regioni (fra cui quello della Sicilia) sono sul tavolo del commissario nazionale per l ' emergenza, che, ad esempio, soltanto lo scorso 8 ottobre ha nominato Musumeci. Il piano regionale prevede, fra l ' altro, il riordino di tutti i reparti di pronto soccorso degli ospedali dell ' Isola (con percorsi separati per pazienti Covid e no Covid), ma soprattutto nuovi posti: 253 di terapia intensiva e 318 posti di sub intensiva (di cui 159 predisposti per la trasformazione immediata in intensiva), con 57,6 milioni per l ' acquisto di attrezzature elettromedicali. Ieri a Roma, ospite dei Giovani di Confindustria, il governatore torna a chiedere più spazio d ' azione al governo: «In tempo di epidemia, e quindi di guerra, le linee generali deve darle il governo. Ma ai governatori deve essere data l ' autonomia». Anche nel disporre lockdown locali? «Non c'è dubbio», risponde. E anche «eventuali alleggerimenti mirati delle misure nazionali». Ma Musumeci, fra proiezioni e progetti, ha un altro brutto pensiero. E confessa ai suoi il timore per il successivo picco: quello di Natale. Twitter: @MarioBarresi

RICOVERI E TERAPIE INTENSIVE: STIMA AL 14 NOVEMBRE