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09/06/2019

LA SENTENZA Raffaele Perrotta Quel connubio tra po…

Il Mattino

LA SENTENZA
Raffaele Perrotta
Quel connubio tra politica, imprenditoria e camorra che sconvolse la città con arresti e processi, portò allo scioglimento dell'amministrazione e al commissariamento dell'Ente, a distanza di 30 anni ha dei nuovi condannati per danno di immagine al Comune. Il giudice monocratico del Tribunale di Torre Annunziata, della prima sezione civile, Francesco Coppola ha condannato 16 tra ex amministratori e imprenditori a risarcire le casse pubbliche per oltre 2 milioni di euro. La sentenza ricostruisce parte di quegli avvenimenti tra il 1986 e il 1990, focalizzando l'attenzione sulle numerose gare di appalto. Le amministrazioni dell'epoca stavano realizzando o ricostruendo opere nel territorio cittadino, mega appalti come la costruzione di 11 scuole, la realizzazione della rete fognaria, il recupero del centro storico, la ristrutturazione della scuola media Leopardi e i lavori allo stadio Giraud. Già all'epoca la Procura della Repubblica di Napoli e la Dda avevano scoperto che «tali procedure l'affidamento degli appalti - fossero frutto di atti criminosi di corruzione e concussione compiuti da componenti dell'amministrazione pubblica, amministratori delle imprese aggiudicatrici e appartenenti ai clan camorristici della zona». Nella maxi indagine finirono esponenti di spicco del clan Gionta, come lo stesso capo Valentino e il figlio Aldo, insieme ad altre 20 persone. Gli appalti erano pilotati verso imprenditori edili che a loro volta versavano denaro a politici locali e alla camorra, che garantiva i voti. Il danno di immagine è quantificato in 2 milioni e 219 mila euro: a pagare dovranno essere Francesco Staiano, Michele Savino, Carmine Di Leo, Domenico Iapicca, Elio Faraone Mennella, Michele Esposito, Antonio Vitiello, Domenico Viola, Antonio Irlando, Pasquale Scarpa, Antonio Carotenuto, Domenico Bertone, Salvatore Barbuto, Ferdinando Cataldo, Raffaele Filippo Gallo e Angelo Palumbo.
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