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15/09/2018

LA SENTENZA Francesco Gravetti Il corso per trucca…

Il Mattino

LA SENTENZA
Francesco Gravetti
Il corso per truccatrice, riservato esclusivamente alle italiane e alle cittadine europee, era illegittimo: sbagliato escludere le extracomunitarie, che in questo modo hanno subìto una discriminazione. Parola del giudice del lavoro del tribunale di Nola Fabrizia Di Palma, che ha condannato il Comune di Palma Campania a indire un nuovo bando per selezionare le corsiste e a pagare 500 euro di spese di lite. Una cifra irrisoria, ma dal valore simbolico per le associazioni Asgi (associazione studi giuridici sull'immigrazione) e Cidis (che pure si occupa di diritti dei migranti) che hanno affiancato Shamima Aktar, cittadina del Bangladesh residente nella cittadina del comprensorio nolano.
IL RICORSO
Fu proprio la donna a ricorrere al tribunale di Nola quando, un anno fa, il Comune pubblicò un avviso per un corso gratuito di formazione professionale di make up artist, cioè truccatrice nel mondo dello spettacolo. Voleva essere un modo per aiutare le donne a inserirsi nel mondo del lavoro. Il bando, però, conteneva un'eccezione: sarebbero state selezione soltanto donne con cittadinanza italiana o europea. Nessun posto per extracomunitarie, proprio nella città dove da decenni vive una folta comunità del Bangladesh che cerca di integrarsi tra mille difficoltà. Shamima Aktar, aiutata dalle associazioni, decise di rivolgersi a un giudice che, a distanza di un anno, le ha dato ragione. Il magistrato nella sua sentenza ha fatto riferimento al decreto legislativo 2016 del 2003 che stabilisce il divieto di discriminare al momento dell'assunzione e durante la vigenza del contratto di lavoro (sia nel settore pubblico sia in quello privato) in base alla religione professata, alle convinzioni personali, alla presenza di un handicap, all'età, all'orientamento sessuale.
LA DIFESA
Dal canto suo la difesa del Comune di Palma Campania aveva contestato la legittimazione a costituirsi da parte delle associazioni perché non si trattava di una ipotesi di discriminazione collettiva ed aveva anche sottolineato che la bengalese non era in possesso del permesso di soggiorno (in realtà la donna lo stava rinnovando proprio in quel periodo, come ha poi dimostrato in tribunale). Il giudice ha tuttavia respinto le tesi dei legali dell'ente: ora a Palma Campania dovranno indire un nuovo bando per selezionare altre aspiranti truccatrici. Il corso, infatti, il cui avviso fu pubblicato un anno fa, nel frattempo è stato già svolto e, ovviamente, non è più possibile modificarlo. Sulla vicenda intervennero allora anche gli esponenti della minoranza (il sindaco era Vincenzo Carbone, oggi è Nello Donnarumma): «Avevamo avuto ragione a denunciare una palese violazione dei diritti di uguaglianza», spiega l'ex consigliere comunale Alfonso Buonagura.
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