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01/06/2021

La semplificazione di Draghi: abbattere il freno delle regole

Il Fatto Quotidiano - Tomaso Montanari

PIETRE & POPOLO Via le tutele, per lavoro e ambiente / RADAR
Procedure speciali, commissa ria menti, silenzi-assensi per aggirare le norme: è il cuore dell ' ultima bozza del decreto, per realizzare in fretta il Piano di ripresa
Il responsabile " c om m e rc i o e lavoro " di Forza Italia Giovani Milano ha dichiarato che tra le vittime del disastro della funivia del Mottarone ci sarebbero anche " i gestori dell ' i m p ia n to " , perché " c ostretti alla fame da regole assurde e tanto disperati all ' idea di dover ritardare la riapertura da arrivare a voler riaprire ad ogni costo " . Insomma, quei quattordicimorti nonliavrebbe uccisi la criminale avidità di chi voleva aumentare gli utili (comunque cospicui): no, li avrebbero uccisi le " r e go l e " . Se oggi c ' è ancora un ' i de ologia trionfante è proprio questa: la demonizzazione delle regole. Togliere il freno, dalle funivie all ' economia: ecco la soluzione. COSÌ, IL GOVERNO di un Paese che nel 2020 ha avuto 1270 morti sul lavoro (nonostante il lockdown), propone il massimo ribasso e il subappalto libero (salvo doverseli poi in parte rimangiare di fronte alla reazione disindacati eassociazioni antimafia): come se la corsa a tagliare i costi del lavoro e le scatole cinesi dei subappalti non avessero come principale " effetto collaterale " l ' abbassa mento, fino all ' a nn u l la m e nt o , delle garanzie per chi lavora. Fino allo schiavismo e alla morte, come ha, da ultimo, mostrato la sconvolgente inchiesta di Piazzapulita sul distretto tessile di Prato: un ' inchiesta che dovrebbe aprire gli occhi sull ' a l t ra faccia del made in Italy , visto che offre una prospettiva agghiacciante di ciò che c ' è, non di rado, dietro la retorica trionfante della moda italiana. Chi, per esempio, ricorrecon disinvoltura alle sponsorizzazioni che i grandi marchi della moda offrono alle grandi mostre dovrebbe chiedersi come si possa finanziare la cultura con lo schiavismo: dovrebbe rammentarsi del monito di John Ruskin (1860): " Ogni volta che compri qualcosa, prima considera le condizioni di esistenza dei lavoratori che la producono " . Ma alle ideologie dominanti è difficile resistere: e dunque la parola d ' ordine non è " co rresp onsab ilità " , ma " s e mp l i fi c a z i o n e " . Nell ' ultima versione (entrata in Consiglio dei ministri il 28 maggio) il decreto " semplifica zi on i " che imposta la " gov ernance del Pnrr " appare come la bandiera stessadi questaideologia delle mani libere: tanto che potremo chiamarlo, con un acronimo di quelli che oggi piacciono tanto, Dclr - Decre to contro le regole. IL NUCLEO IDEOLOGICO è sempre lo stesso: dalla Legge obiettivo di Berlusconi allo Sblocca Italia di Renzi si costruiscono procedure speciali, commissariamenti, silenzi-assensi per aggirare le regole in nome di urgenze eccezionali e interessi strategici. Naturalmente, sempre giurando di voler rispettare ambiente e paesaggio: ma se fosse vero, basterebbe far funzionare le regole che ci sono (e che garantiscono tutti), per esempio assumendo personale e formandolo adeguatamente. Invece, con le procedure eccezionali si fanno le Grandi Opere che stanno a cuore al governo di turno: in genere con eccezionali profitti privati, eccezionali danni ambientali e scarsissima, o nulla, utilità pubblica. Nella semplificazione " v ariante Draghi " , la tutela del patrimonio culturale viene letteralmente massacrata: si crea il monstrum giuridico di una controllabile Soprintendenza speciale incardinata a Roma che tratterà tutti i progetti del Pnrr che riguardano più di una soprintendenza (ma che potrà avocare anche gli altri), anche avvalendosi di " esper ti " es terni (leggi: cavalli di Troia); il " dis se nso " delle soprintendenze verrà " risolto " direttamente dal Consiglio dei Ministri; per gli impianti di energia rinnovabile spariscono difatto learee contermini a quelle vincolate (cioè si potranno mettere pale eoliche enormi nell ' area visiva, per dire, di Castel del Monte o della Sacra di San Michele); il silenzio assenso se lo certificherà direttamente il privato, e il tempo per annullare autorizzazioni illegittime scende ancora; sulle foreste vincolate (come la dantesca Pineta di Ravenna) si potrà intervenire senza autorizzazione; e per decidere se autorizzare l ' Alta Velocità a sventrare mezza Magna Grecia non si potrà prendere più di una manciata di giorni. Nei fatti, l ' arti colo 9 della Costituzione è sostanzialmente sospeso per le opere del Pnrr. SE LO " SVILUPPO sos tenibile " , del resto, è rimasto fuori dal testo (per ora) che si vorrebbe aggiungere proprio all ' articolo 9, basta e avanza l ' inutile emendamento che menzional ' " am biente " ad aprire il varco mortaleconcui paleeolicheepannelli fotovoltaici saranno messi là dove non dovrebbero stare, al largo delle Egadi o sui crinali appenninici, devastando il paesaggio. E questo è un caso particolarmente raffinato della deregolamentazione: quando le regole non si possono cancellare o abbattere, si possono mettere però l ' una contro l ' al tra (per esempio: energie rinnovabili contro paesaggio), facendole implodere. Non per caso questa riforma costituzionale " ambientalis ta " è proposta dal Governo che scatena le trivellazioni, resuscita inceneritori e nucleare e apre la porta al Ponte sullo Stretto. " MOTTARONE ? ANCHE I GESTORI SONO VITTIME " LE REGOLE hanno ucciso chi era a bordo della funivia StresaMottarone. Lo ha scritto in un tweet il giovane di Forza Italia Klevis Gjoka I gestori infatti sarebbero " costretti alla fame da regole assurde, e tanto disperati all ' idea di dover ritardare ancora la riapertura da arrivare a voler riaprire ad ogni costo, anche della sicurezza " . Ecco l ' ideologia trionfante: demonizzare le regole, per togliere il freno alle funivie e all ' economia (rispettando l ' ambiente, s ' intende). Ma le norme garantiscono tutti: basta assumere personale, formarlo, per semplificare 1 . 2 70 MORTI SUL LAVORO nel 2020, nonostante il lockdown. Quest ' anno abbiamo già superato 300 vittime (+ 9%) Ma il governo ha proposto il massimo ribasso e il subappalto libero (salvo rimangiarseli, in parte, dopo le reazioni di sindacati e associazioni antimafia): come se i subappalti e il ribasso nelle gare pubbliche non portassero al declino delle tutele e al taglio degli stipendi dei lavoratori

Foto: Le Grandi Opere e il paesaggio Una centrale elettrica a carbone e una turbina eolica FOTO LAPRESSE