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09/07/2020

La scossa non c’è proprio stata

ItaliaOggi - ALESSANDRA RICCIARDI

Mario Comba, ordinario a Torino: era questa che il sistema si attendeva e di cui ha bisogno
Misure all'insegna di un'incertezza non più tollerabile
Una riforma «contraddittoria». Con alcune novità positive, come l'applicazione diretta della normativa europea, che però dureranno fino a luglio 2021, alimentando «quella situazione di incertezza che è uno degli aspetti più deleteri della nostra legislazione sugli appalti pubblici... non certo la scossa che attendeva e di cui aveva bisogno il sistema produttivo». È l'analisi di Mario Comba, ordinario dell'Università di Torino, presidente della Scr Piemonte spa (la centrale di acquisti della regione) e dell'Ehppa ( European health public procurement alliance ), la prima associazione che riunisce le centrali pubbliche di acquisto in Europa per il settore sanitario. Domanda. Il consiglio dei ministri ha approvato il dl Semplifi cazioni. Che succede per gli appalti? Risposta. Non è facile comprenderlo perché il decreto legge contiene disposizioni assai diverse tra di loro, a volte contraddittorie. D. Perché contradditorio? R. Perché da una parte il decreto introduce novità molto importanti, di portata radicale, come la disapplicazione di tutta la normativa italiana ad eccezione di quella penale e antimafi a, a favore dell'applicazione diretta della normativa europea, ma dall'altra è assai timido, perché prevede che questa riforma abbia una scadenza a tempo: dura solo fi no al 31 luglio 2021. Inoltre in alcuni casi la riforma, sempre a tempo, va addiri ttura oltre il diritto europeo, come quando consente l'affidamento diretto degli appalti di valore inferiore a 150 mila euro, oggi il limite è 40 mila. D. Una liberalizzazione che l'Europa ci passerà? R. Mah, sono perplesso. Il diritto europeo impone il rispetto del principio di trasparenza e concorrenza anche al di sotto delle soglie comunitarie (200 mila euro per servizi e forniture;5 milioni per i lavori) e infatti negli altri paesi europei ci sono norme simili, ma tutte con limiti non superiori ai 50. mila euro. Vedremo... D. Quali sono le modifi che che varranno fino al 31 luglio? R. Le principali sono la disapplicazione del codice appalti e l'applicazione delle sole direttive europee, la semplifi cazione degli appalti di lavori sotto i 5 milioni, l'affi damento diretto degli appalti sotto i 150 mila, la limitazione della responsabilità erariale alla sola condotta dolosa. D. E perché fi no al 31 luglio? R. Credo che il riferimento sia al decreto della presidenza del consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, che ha stabilito la durata dell'emergenza Covid fi no al 31 luglio 2020: il decreto legge semplifi cazioni si prende un anno di post- emergenza. Ma è solo una mia supposizione: nulla è ricavabile dal testo del decreto D. E dopo luglio 2021? R. E dopo si ritorna al codice appalti attuale, a meno che in base alla prassi di rendere definitivo il provvisorio il regime di eccezione venga prorogato. Ma allora tanto valeva prevedere fin da subito un regime defi nitivo, per eliminare quella situazione di incertezza legislativa che è uno degli aspetti più deleteri della nostra legislazione sugli appalti pubblici. D. Il mondo produttivo si aspettava una scossa per il settore, per superare la crisi acuita dal Covid. Ci siamo o no? R. Non so quanti appalti potranno essere banditi entro il 31 luglio 2021, con la procedura super-semplifi cata che prevede la sola applicazione del diritto europeo, anche perché non è che le stazioni appaltanti possano immediatamente applicare tale nuova disciplina, che è assai innovativa e comunque richiede un regolamento di attuazionee. Inoltre penso che l'applicazione diretta della normativa europea -che ritengo una scelta giusta, come già spiegato su questo giornale - debba però essere accompagnata da misure di adattamento al sistema giuridico nazionale, come ha fatto per esempio il Regno Unito che ha seguito il modello del copy out. D. Mi fa un esempio? R. Per esempio, se si applicano solo le norme europee viene bloccata la politica di riduzione del numero delle stazioni appaltanti attraverso lo sviluppo delle centrali di committenza che in Italia è fondamentale per professionalizzare il settore degli appalti pubblici. Insomma, c'è il rischio che la pur ottima idea di applicare solo il diritto europeo non troverà immediata applicazione perché richiedeva una maggiore attenzione per essere attuata e così, scaduto il termine del 31 luglio 2021, quando si ritornerà al codice attuale, ci ritroveremo con pochi casi in cui è stata utilizzata. D. Il dl semplifi cazioni introduce anche una serie di modifi che al codice attuale, che saranno applicate dal 1 agosto 2021. R. Ma si tratta di micro-modifi che, le quali si aggiungono alle varie centinaia di modifiche apportate al codice appalti dalla sua approvazione, avvenuta solo quattro anni fa: non certo una scossa per il sistema produttivo. D. Vediamo un po' di norme di dettaglio: fino a 5 milioni si procederà senza bando di gara. Quali sono i vantaggi? R. Nel dl Semplifi cazioni gli appalti di lavori sotto i 5 milioni sono semplifi cati: fi no a 150 mila euro sono affi dati direttamente, tra 150 mila e 350 mila euro previa consultazione di almeno cinque preventivi; tra 350 mila e 1 milione previa consultazione di almeno 10 preventivi e fino a 5 milioni previa consultazione di almeno 15 preventivi, mentre oggi per tutti gli appalti di lavori di valore superiore a 1 milione si deve applicare la disciplina prevista per gli appalti sopra soglia europea. Peccato che anche questa disposizione sia applicabile solo fi no al 31 luglio 2021. D. Ci saranno commissari straordinari per le grandi opere. R. In verità i commissari straordinari sono già previsti dal decreto 32/2019 e possono essere nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri per la realizzazione di opere infrastrutturali strategiche individuate dallo stesso. Il dl semplificazioni estende questo potere del Presidente del Consiglio fino al 31 dicembre 2021 ed introduce alcune modifi che interessanti, tra le quali la necessaria intesa con il Presidente della Regione interessata nel caso di opere infrastrutturali di rilevanza esclusivamente regionale. D. Il dl Semplifi cazioni interviene anche sulla responsabilità erariale. R. Stabilisce che, per i fatti commessi fi no al 31 luglio 2021, la responsabilità erariale è limitata ai casi di dolo, mentre ora è suffi ciente la colpa grave. Ritengo che si tratti di una riforma dovuta, perché certa giurisprudenza della Corte dei Conti aveva espanso il concetto di colpa grave sino a ricomprendere casi che erano estranei alla fattispecie stessa. D. I funzionari pubblici si sentiranno almeno più garantiti nel fi rmare gli atti necessari per le procedure d'appalto? R. Forse fi no al 31 luglio 2021 sì, ma non credo che questo sia suffi ciente a modifi care la mentalità e a restituire ai funzionari pubblici quella fi ducia che è il primo elemento necessario e indispensabile per un'amministrazione effi ciente. © Riproduzione riservata Una riforma contradditoria perché da una parte introduce novità di portata radicale, come la disapplicazione di tutta la normativa italiana ad eccezione di quella penale ed antimafi a, a favore dell'applicazione diretta della normativa europea, ma dall'altra è assai timida, perché prevede che questa riforma abbia una scadenza a tempo: dura solo fi no al 31 luglio 2021 E dopo? Si ritornerà al codice appalti attuale, a meno che in base alla prassi di rendere defi nitivo il provvisorio il regime di eccezione venga prorogato. Ma allora tanto valeva prevedere fin da subito un regime defi nitivo, per eliminare quella situazione di incertezza legislativa che è uno degli aspetti più deleteri della nostra legislazione sugli appalti pubblici

Foto: Mario Comba