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07/05/2020

La scomparsa di Pietro “Rino” Polettini

Realtà Industriale - Alfredo Longo

IL RICORDO
Per tutti era "Rino", per molti era soprattutto uno degli imprenditori più importanti e illuminati della Carnia: Pietro Polettini, storico impresario edile di Tolmezzo, fondatore della "Polettini Pietro", azienda associata a Confindustria Udine sin dai primi anni settanta, ci ha lasciati giovedì 2 aprile, all'età di 86 anni. "Rino" lascia soprattutto un ricordo indelebile in chi lo ha conosciuto di persona. Viene ricordato come un galantuomo, sempre garante della parola data, cui bastava una stretta di mano e un sorriso per concludere una trattativa. "Rino" fu un lavoratore tanto infaticabile quanto serio e professionale, un impresario vecchia maniera che, però, non disdegnava di proiettarsi verso il futuro. Imprenditore schietto e molto schivo, non frequentava la Delegazione di Tolmezzo, neppure negli anni in cui un suo nipote, Mauro Saro, ricopriva la carica di capodelegazione. La sua missione era il cantiere, nel quale era il primo ad arrivare e l'ultimo a chiudere. Unico svago: il caffè bevuto al Benvenuto. Era molto amato dai dipendenti; un affetto che lui ricambiava perché amava veramente la sua terra e la sua gente. A Tolmezzo parlano per lui anche le sue realizzazioni. L'elenco è lungo e ricomprende - solo per citarne alcune - il secondo, il terzo e il quarto lotto dell'Ospedale Civile, l'IPSIA Candoni, la casa dello studente, il centro direzionale di via Carnia Libera, il complesso di via della Cooperativa, la mensa di via XX aprile e quella della zona industriale, i tantissimi condomini tra cui quelli in via Val di Gorto e viale Aldo Moro. E poi ancora, spostandoci nei Comuni della zona montana, il Municipio di Cercivento e quello di Forni di Sopra, l'Istituto Regionale per la Formazione Professionale di Paluzza e vari edifici Ater in Carnia ed in Alto Friuli. Lascia la moglie Lidia, i figli Caterina, insegnante di educazione fisica, Gianluca, architetto, e Andrea, che oggi è alla guida dell'impresa, e gli amati nipoti Francesca e Luca. Il ricordo del figlio Andrea "Nato da una famiglia modesta, per di più colpita da molti lutti, perse il padre all'età di sette anni e crebbe grazie ai sacrifici della madre bidella e dell'amato nonno materno Romano che gli trasmise la passione per l'edilizia. Il cantiere è stato ben presto la sua casa. Aveva una grande passione per tutto quello che era calcestruzzo, cemento e ferro. Lavorò duramente sia in giro per l'Italia che alle dipendenze della Tavosanis fino a quando, nel 1963, decise di aprire la sua azienda con il supporto di mia madre Lidia che gli firmò le cambiali, garantendo lei per l'acquisto della prima betoniera. Da imprenditore, non ha mai guardato ai ricavi o ai facili guadagni; era interessato solo a fare bene il proprio lavoro. Non si era mai dimenticato delle ristrettezze della sua infanzia: anche per questo motivo, ha sempre avuto rispetto e attenzioni per le persone in difficoltà e soprattutto per i tanti giovani che ha avviato alle conoscenze del mestiere. Due massime ripeteva spesso a noi figli: "Bisogna dare secondo le possibilità e avere secondo le necessità", la prima e "Prima di pensare di ricevere bisogna dare", la seconda. Ricordo anche che ricevette un Diploma di Benemerenza da parte della Camera di Commercio per la sua opera prestata in favore della popolazione colpita dal sisma 1976, ma lui non diede mai troppo peso a riconoscimenti e premi. Era un uomo pratico, un uomo del fare. Fuori dal lavoro aveva due grandi passioni: una per le escursioni in montagna, tra cui le periodiche ascese sul Monte Amariana in occasione delle ricorrenze dedicate alla Madonna per la quale aveva una venerazione particolare; l'altra per il calcio che praticò, con buoni risultati, in gioventù. Giocava mezz'ala e fu, tra l'altro, lui a segnare, nel 1951, con la maglia del Tolmezzo, il primo gol nella storia del Campionato Carnico durante la partita Ampezzo-Pro Tolmezzo, finita 1-1. Alla fine di quella stagione la Pro Tolmezzo vinse il campionato". LA STORIA DELL'AZIENDA Costituitasi come ditta individuale nel 1963, si è poi trasformata in società di persone denominata Polettini Pietro & C. sas nel 1985 e successivamente in Polettini Pietro Srl nel 1994. Dalla sua fondazione ha portato a compimento alcune iniziative private relative ad edifici civili con destinazione commerciale e direzionale in cui hanno trovato collocazione, fra gli altri, la sede della Comunità Montana, quella dell'A.s.s. Alto Friuli, la Banca di Credito Cooperativo e l'Ufficio Postale di Tolmezzo. Dalla seconda meta degli anni novanta, l'impresa si è focalizzata sul comparto immobiliare a destinazione prevalentemente residenziale, non abbandonando comunque il settore degli appalti pubblici. Negli ultimi anni, oltre ad operare nel settore immobiliare e in quello degli appalti pubblici, la Polettini Pietro Srl si è inserita nel mercato delle commesse private realizzando diverse opere, prevalentemente di edilizia civile. Nel 2008 l'impresa si è trasferita nella nuova sede comprensiva di capannone ed uffici, situata in via Menotti Aita n. 1/3 a Tolmezzo. Arrivata ad occupare oltre 50 dipendenti negli anni ottanta, epoca in cui risalgono la costruzione dell'ospedale e del centro direzionale di Tolmezzo, oggi la Polettini Pietro srl conta 14 unità cui si aggiungono altre 8 unità della seconda azienda del Gruppo, la Solai Carnia snc, che realizza prefabbricati leggeri per opere di edilizia civile e sistemazioni idraulico e forestali.

Foto: Pietro 'Rino' Polettini