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10/08/2018

LA RIVOLTA Daniela Volpecina Stop al bando per le …

Il Mattino

LA RIVOLTA
Daniela Volpecina
Stop al bando per le periferie previsto dal decreto Milleproroghe, finanziamenti destinati ai Comuni congelati fino al 2020. Per il Governo infatti quel bando era incostituzionale. Ma intanto gli enti locali - che avevano già impegnato parte dei fondi - annunciano battaglia. In pole c'è anche il Comune di Caserta. Per la città capoluogo erano previsti infatti risorse per circa 18 milioni di euro, di questi 5 milioni sono stati già spesi. Da qui le rimostranze del sindaco Carlo Marino: «Procederemo in tutte le sedi giudiziarie ha promesso il primo cittadino per far valere i diritti dei casertani. Trasmetteremo la documentazione alla Corte dei Conti per la valutazione di eventuali danni erariali e metteremo di fronte alle proprie responsabilità anche chi voterà alla Cameraproroghe».
Il provvedimento, approvato al Senato martedì, sarà al vaglio dell'Aula di Montecitorio a settembre. Qualora lo slittamento fosse approvato anche dai deputati, Caserta si vedrà costretta a rinunciare (o comunque a rinviare chissà a quando) almeno a una ventina di progetti. Il più importante è sicuramente quello che riguarda l'acquisto del parco primavera di Tuoro (approvato dal consiglio comunale) per il quale il Comune aveva già firmato anche l'atto notarile. Un'operazione attesa in città sin dagli anni Ottanta da quando cioè questi appartamenti furono destinati agli sfollati per effetto del terremoto. Per questo intervento (fondamentale per scongiurare lo sfratto di trenta famiglie) sono infatti già stati impegnati 3,750 milioni di euro. Ma non solo. Nel piano delle opere ci sono infatti anche lavori di riqualificazione di strutture pubbliche esistenti, di completamento di impianti sportivi che oggi versano in stato di abbandono, di recupero di aree verdi da destinare allo svago e alla didattica come gli orti botanici, di realizzazione di centri di aggregazione per giovani e anziani, di potenziamento della sicurezza nelle periferie. Prevista inoltre anche la valorizzazione paesaggistica e la riqualificazione dei tracciati viari storici con l'implementazione dei servizi e della rete viaria (percorsi pedonali e ciclabili ma anche collettori fognari e pubblica illuminazione) e il miglioramento della qualità del decoro urbano. Duplice l'obiettivo di questo piano: da un lato il recupero dell'identità dei luoghi, dall'altro il potenziamento della coesione sociale e dell'attrattività turistica e il rilancio delle zone degradate.
«Il problema fa notare il sindaco Marino non è soltanto economico-finanziario ma anche procedurale. Il Comune ha partecipato ad un bando nazionale che ha vinto grazie al progetto presentato. Un progetto per il quale è stata sottoscritta una convenzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha avuto l'ok di Corte dei Conti e Mef, che è stato regolarmente finanziato con decreto. Secondo quanto prevedeva la convenzione, l'ente aveva già la possibilità di spendere i finanziamenti previsti, cosa che abbiamo fatto con l'acquisto di Parco Primavera e con gli impegni di spesa per la progettazione di tutti gli altri interventi. Ma non solo, con questa scelta scellerata del Governo si blocca un processo di riqualificazione che avrebbe riguardato tante zone periferiche e degradate della nostra città. I parlamentari di 5 Stelle e Lega del nostro territorio dovranno assumersi tutta la responsabilità politica per aver bloccato opere così importanti. Da una parte si continua ad annunciare il reddito di cittadinanza, dall'altra si tolgono soldi utili a rivitalizzare periferie dove c'è na assoluta necessità di sviluppo. È un atto vergognoso ha concluso Marino - che appare soltanto come una ripicca politica, consumata sulla pelle dei cittadini più in difficoltà».
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