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02/06/2020

La ripresaUn falò con tutte le leggiper far ripart…

Il Secolo XIX

La ripresaUn falò con tutte le leggiper far ripartire il PaesePer far ripartire gli appalti, i cantieri e l'edilizia in generale non v'è che un modo: fare un bel falò di buona parte delle leggi emanate dalla seconda (terza e quarta) Repubblica, e tornare ai precedenti testi normativi, forse datati, ma esemplari nella loro chiarezza. Mi riferisco, per esempio, alla Legge n. 2248 del 1865 (Legge opere pubbliche) e al regio decreto n. 350 del 1895 (regolamento opere pubbliche). Un imprenditore edile "vecchio stampo" vi potrà confermare che nel loro ambiente questi testi erano la "Bibbia". Tutto questo impianto normativo, per varie ragioni politiche, è andato in crisi a partire dalla metà degli anni novanta (post tangentopoli). La legge dei Lavori pubblici è stata "asfaltata" prima dalla "legge quadro" (1994), poi dal nuovo regolamento Merloni (1999), fino al famigerato Codice degli appalti del 2016 voluto dal governo Renzi: un testo incomprensibile, paranoico, fuori contesto, che ha bloccato tutti i cantieri. Torniamo alle leggi del periodo giolittiano finché siamo ancora in tempo. Stefano Masino e-mailLa propagandaCoronavirus,ancora bugie dalla CinaQualche settimana fa, il governo della Repubblica Popolare Cinese proclamava pomposamente di aver raggiunto il numero di zero casi di contagio, e perciò affermava di aver sconfitto il coronavirus, esaltando l'efficienza della nazione e della propria classe politica. Oggi scopriamo quanto avevamo sospettato, ovvero che la Cina ha mentito spudoratamente ancora una volta. Attualmente si sono registrati nuovi focolai nella provincia nord-orientale di Jilin, in particolare nella città di Shulan. Questa è ovviamente solo una parte dei contagi in Cina, quelli che ci sono noti, ma l'estensione è sicuramente molto più grande, e ci viene nascosta con la solita censura che abbiamo imparato a conoscere molto bene. Il problema più grande si pone però nello stabilire quali rapporti debbano avere i paesi occidentali col regime cinese, che continua a mentire, nascondere e falsificare documenti, inondando il mondo con la sua propaganda di disinformazione e inganno. Ciò che fa più paura non è il coronavirus, ma uno Stato che fonda la sua esistenza sulla menzogna perpetua. Cristiano Martorella e-mail