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21/01/2021

La rinascita parte dal bando e la città “vota” De Picciotto

La Repubblica - Fabio Tartamella

Il Trapani
Il sindaco diventa arbitro dell'assegnazione del club dopo il flop del progetto col Dattilo
Il Trapani riparte dal bando. Esattamente come accaduto a Palermo due stagioni fa, sarà il sindaco Giacomo Tranchida a decidere di chi sarà il nuovo club e a chi spetteranno, quindi, l'onore e l'onere di rilanciare il calcio. Nello scorso mese di ottobre, si era giunti ad una conclusione diversa. L'imprenditore René De Picciotto aveva raggiunto un accordo con la dirigenza del Dattilo (attualmente in serie D) per un graduale trasferimento della società: il passaggio definitivo delle quote era stato fissato per il prossimo mese di giugno. Con tanto di brindisi benaugurante, in un residence di Sciacca, erano state poste le basi per un'accelerazione dell'operazione. Poi, però, qualcosa è scricchiolata e l'atmosfera si è innervosita. De Picciotto ha deciso di mollare questa strada, dopo aver visto qualche tentennamento di troppo, nonostante un'offerta economica molto consistente. Di fatto, De Picciotto non ha abbandonato l'idea di far rinascere il Trapani: tutt'altro. Anzi, ha allargato il suo piano di investimento in città, presentando un'offerta alla Banca d'Italia, per acquistare il palazzo nel centro storico in cui aveva sede l'istituto bancario. Un progetto ambizioso, che dovrebbe portare all'interno della struttura una ventata di modernità, con una serie di attività commerciali. In realtà, De Picciotto ha già compiuto la stessa operazione a Lecce (dove, peraltro, è azionista del club salentino attualmente in serie B) e conta di ripetersi proprio a Trapani. «Prima la banca, poi il calcio», ripete l'imprenditore pugliese, quasi a rimarcare che non intende restringere il proprio raggio d'azione al Trapani. La trattativa con la Banca d'Italia va avanti abbastanza spedita ed entro qualche settimana dovrebbe giungere il lasciapassare per la presentazione del progetto definitivo e il versamento di una caparra.
A quel punto, mentre il sindaco Tranchida sta preparando il bando per l'aggiudicazione del titolo di serie D, partirà l'offensiva definitiva per il rilancio del Trapani. La sua idea è quella di contare su alcune forze del territorio, di intessere rapporti diretti con la città, senza far cadere dall'alto ogni scelta. Del resto, dopo l'ultimo, disastroso fallimento del club granata, pare che il sindaco voglia inserire nel bando l'obbligatorietà della presenza di tre cittadini trapanesi all'interno del consiglio di amministrazione. Un bando, però, non è una corsa solitaria: De Picciotto gode di assoluta preferenza da parte della città e dei tifosi (testimoniata da quanto si legge sui social), ma avrà dei rivali.
Già presentata la manifestazione di interesse dell'imprenditore romano Ettore Minore, si attende la formalizzazione del comitato "C'è chi il Trapani lo ama", che aveva tentato in extremis il salvataggio del club prima delle due rinunce consecutive e dell'estromissione del Trapani dalla serie C. Il sindaco, in cuor suo, sognerebbe di mettere insieme tutte le forze, soluzione impercorribile, e fra qualche settimana dovrà decidere quale sia la strada più giusta per la ripartenza del Trapani e per far rinascere un sogno interrotto.

Foto: jIl patron Renè De Picciotto investe a Trapani ed è interessato all'acquisto