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13/01/2019

La ricostruzione non è mai partita ancora 180 sfollati

Corriere Adriatico

LE REGOLE
La rabbia di Altini: «Più procedure semplificate e controlli a tappeto»
FALERONE L'impalcatura tolta dal cono della torre smontato dopo il terremoto, a Falerone, ha avuto l'effetto di un colpo di grazia. Una pietra tombale su una ricostruzione mai partita. Il centro storico puntellato grida la sua muta rabbia. Mista alla frustrazione di chi è potuto rientrare a casa. Perché gli sfollati sono ancora centottanta. «Dobbiamo sottostare a regole ordinarie, quando la situazione è tutt'altro che ordinaria. C'è una sproporzione assurda legata alle procedure del Codice appalti che, per il sisma del centro Italia, viene applicato in pieno, mentre a Genova prevede procedure semplificate». Non trattiene più la rabbia il sindaco Armando Altini. Con il tempo, il centro del paese è tornato alla normalità. Ma le travi di legno che sorreggono le case dicono altro. Oltre al presente, a preoccupare il primo cittadino è anche il futuro, il «dramma che si potrà verificare quando ricostruiremo i centri storici e non ci sarà più nessuno, perché la gente se ne sarà andata. Bisogna ampliare le agevolazioni delle zone franche e portarci lavoro, altrimenti ricostruiremo paesi fantasma», dice. Meno burocrazia, più potere ai sindaci, procedure semplificate e controlli a tappeto, per Altini le linee guida da seguire. «C'è stato un enorme sperpero di denaro pubblico tra Cas, alberghi e casette. In questi due anni Altini si è dato molto da fare. Il risultato sono i dieci milioni di finanziamenti ottenuti (2,6 per l'ex convento francescano, 1,1 per il Beato Pellegrino e 6 per il nuovo polo scolastico a Piane). Per quest'ultimo, la snervante attesa starebbe per finire. «A ottobre 2017 conoscevamo il nome della ditta che dovrà costruirlo, ma stanno ancora verificando i documenti. A metà febbraio potrebbero partire i lavori. Sedici mesi di procedure e quattro per fare la scuola. È assurdo», dice ancora e punta il dito contro la politica: «Non abbiamo una rappresentanza. Toti è sempre in tv. Le quattro regioni terremotate dove sono?».

Foto: Un sopralluogo a un edificio lesionato