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01/09/2018

«La ricostruzione è ferma da 2 anni Meno passerelle e più fatti concreti»

Corriere Adriatico

LA PROTESTA
SAN GINESIO «Noi amministratori e i nostri cittadini siamo sempre più preoccupati e arrabbiati. È tutto fermo al palo, ricostruzione pubblica e privata». Non è né un grido di dolore né di allarme quello del sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco, l'esternazione rivela piuttosto uno stato di impotenza delle istituzioni locali dinanzi alla stasi in cui si è impantanata la ricostruzione post terremoto. «La cosa preoccupante - continua il primo cittadino ginesino - è che viene prorogato lo Stato di emergenza, mentre l'emergenza dovrebbe essere per definizione qualcosa di limitato nel tempo. Questa è la cosa più preoccupante. Sono già passati due anni. Anche sulla questione finanziamenti è tutto un grande punto interrogativo: tutto rimane a livello di assegnazione su carta ma di erogazioni ne abbiamo veramente poche. Le aspettative vengono deluse perché non abbiamo gli strumenti per poter agire».
La burocrazia
A indurre al pessimismo il primo cittadino ginesino è il fatto che la ricostruzione nel centro Italia sia finita in fondo all'agenda politica del governo, occupato piuttosto a battibeccare su un pugno di migranti e a fare a braccio di ferro con l'Europa. «Speriamo che si cambi rotta il prima possibile e che si pensi di più alle persone che hanno vissuto e vivono questo dramma piuttosto che ai vincoli e alle questioni burocratiche à ancora il commento di Ciabocco -. L'uomo deve tornare ad essere protagonista attivo dell'interesse di chi si occupa del bene comune. Vorremmo una politica meno concentrata a fare passerelle e più impegnata sui fatti concreti». A rendere ancora più problematica e affannoso il cammino verso la normalità sono anche gli ostacoli che sono emersi con l'inserimento di nuove norme riguardanti la ricostruzione.
La legge
«La fine è veramente molto lontana, ma anche l'inizio non è dei più incoraggianti - afferma infatti assessore all'Urbanistica e alla ricostruzione Giordano Saltari - . Anche a livello normativo ci sono molte discordanze fra le deroghe concesse per il sisma e le leggi nazionali sugli appalti e i lavori pubblici. Si va avanti soltanto attraverso decreti e proroghe, ma risposte certe, immediate e veloci ancora nulla. Una normativa stabile e definitiva aiuterebbe almeno a restituire un po' di fiducia e qualche certezza ai cittadini. Di fronte alla tragedia di Genova e al terremoto di Termoli, che ci vedono assolutamente solidali, chiediamo di non essere messi da parte e che i riflettori continuino ad essere accesi anche su di noi, che certi momenti drammatici li abbiamo già vissuti e li stiamo ancora vivendo».
Giuseppe Porzi
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