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11/09/2020

La rete unica mette fretta: Macquarie valuta Open Fiber 7 miliardi

MF - Francesca Gerosa

Su questa base pronta la nuova offerta del fondo australiano per il 50% del network di Enel e Cdp Gerosa a pagina 3 Èsempre più caldo il fronte delle tlc dopo l'avvio del processo per costituzione della Rete unica. E così, secondo quanto risuta a MF-Milano Finanza, Macquarie avrebbe già pronta la nuova offerta per il 50% di Open Fiber (il cui cda è in calendario per il 17 settembre), che sarebbe depositata oggi o nei prossimi giorni. Il fondo australiano da Peter H Warne avrebbe valutato la società di proprietà di Enel e Cdp 7 miliardi. Il closing di una partita del genere darebbe un impulso importante al progetto fibra stabilito dal governo Conte, in un contesto in cui tanti attori delle tlc si stanno facendo avanti. È di due giorni fa la dura presa di posizione del ceo di Vodafone sul progetto italiano di rete unica. «Le infrastrutture digitali devono guardare avanti, non indietro, e i monopoli e la concorrenza forzata sono cattivi per i consumatori», ha detto Nick Read in un intervento su Politico, sostenendo che il governo Conte «sta cercando di ricreare quel monopolio nella rete fissa che i precedenti governi e le istituzioni europee avevano smantellato nel tempo». Il consolidamento tra Telecom Italia e Open Fiber lascerebbe gli altri provider «con solo un venditore di accesso all'ingrosso alla rete, cioè di nuovo Telecom Italia. I clienti di OpenFiber, Vodafone incluso, dovrebbero competere contro le offerte per la banda larga di Telecom Italia senza avere altra opzione se non comprare l'accesso all'ingrosso da loro», ha spiegato Read, osservando anche che in Italia è stato notoriamente difficile creare qualunque forma di concorrenza. Solo con la creazione di Open Fiber qualche anno fa l'Italia ha iniziato a modernizzare le sue reti fisse, quindi «invertire un modello di monopolio fallito non può essere una cosa buona né per la concorrenza né per gli investimenti e va contro quattro decenni di politiche antimonopolistiche e leggi Ue», ha concluso il ceo di Vodafone. Tim e Cdp, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbero vincolarsi in un patto di sindacato per la condivisione del controllo della AccessCo, l'entità che nascerà dalla fusione tra FiberCop e Open Fiber. Il patto di sindacato per la condivisione del controllo tra Tim e Cdp dovrebbe fornire un'ulteriore garanzia di neutralità nella governance e nella gestione dell'infrastruttura, oltre a delineare la composizione del cda (15 membri, di cui sette nominati da Tim, cinque da Cdp e tre da altri investitori). In questo modo si rafforzano le chance di successo per ottenere il via libera per l'operazione dalle autorità di Bruxelles. Il completamento della rete nazionale in fibra ottica e interventi a supporto dello sviluppo del 5G sono tra i progetti elaborati dal ministero per ricevere i finanziamenti del Recovery Fund. Non ci sono al momento dettagli sulle modalità di finanziamento (modalità di erogazione, break-down tra loans e grants...). MF-Milano Finanza ha ipotizzato fondi per 2-2,7 miliardi di euro che si sommerebbero ai piani da 2,7 miliardi già finanziati a livello nazionale per la digitalizzazione (voucher per famiglie e imprese). E proprio sul fronte FiberCop è emerso che il processo, è all'attenzione della Commissione Europea che deve decidere se la ritiene una concentrazione o meno e dunque se si rende necessaria una notifica ufficiale. I contatti tra Tim e la direzione generale della Concorrenza sono in corso già dallo scorso luglio e all'inizio di questa settimana, come riferito dall'agenzia Ansa, il gruppo ha inviato un memorandum descrittivo sull'operazione di scorporo della rete secondaria (deliberata dal cda il 31 agosto). Il via libera dovrebbe arrivare entro novembre. La partita vede coinvolti tanti soggetti. E soprattutto verte sulla guerra industriale e tecnologica fra Tim e Open Fiber. Quest'ultima nelle aree bianche ha aperto cantieri in oltre 2.800 comuni, e la commercializzazione dei servizi tramite i suoi operatori partner è disponibile in 828 comuni. E come da codice appalti, fa sapere Open Fiber, la progettazione definitiva definisce i lavori da realizzare e contiene gli elementi necessari al rilascio dei permessi, mentre quella esecutiva definisce lo sviluppo dei lavori in ogni dettaglio con il corredo delle autorizzazioni e, una volta approvata da Infratel, consente l'immediato avvio del cablaggio, senza richiedere «anni per il completamento». E' importante considerare poi che sul tavolo ci sono due tecnologie diverse, la rete in Ftth (Fiber To The Home, interamente in fibra ottica) di Open Fiber e in Fttc (Fiber To The Cabinet, mista fibrarame) di Tim. Ad oggi, quella Ftth è l'unica tecnologia in grado di raggiungere la velocità di 1 Gigabit al secondo, necessaria per centrare gli obiettivi posti dall'Unione Europea con la Gigabit Society al 2025. Come vanno considerate le aree nere (le cosiddette A e B), incluse le quali Open Fiber ha oggi complessivamente raggiunto oltre 9 milioni di unità immobiliari, collocandosi, sempre secondo l'azienda controllata da Enel, ai primi posti in Europa. (riproduzione riservata)

Foto: Peter H. Warne