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15/01/2019

La Regione: stop ai ribassi record Cambia la norma sugli appalti

Giornale di Sicilia

La riforma nel testo del Collegato
Falcone: «Fermare le offerte anomale per i lavori sotto i 2 milioni». I costruttori: «Era ora» Il provvedimento Un algoritmo calcolerà la fascia media delle offerte accettabili Miconi: si faccia presto
Giacinto Pipitone PA L E R M O L ' obiettivo dichiarato è fermare quella che l ' Associazione siciliana dei costruttori edili definisce ormai una degenerazione del sistema. Nell ' Isola gli appalti di valore infe riore a 2 milioni vengono ormai aggiudicati con ribassi che si aggirano fra il 42 e il 45%, arrivando a volte anche al 50%. Con la riforma la Regione conta di abbassare la media al 13 per cento. Su questo sistema di aggiudicazione agisce la riforma che il governo Musumeci ha inserito domenica notte nel testo del cosiddetto Collegato, una sorta di manovra bis da approvare immediatamente la Finanziaria principale. Dunque in Sicilia cambierà il sistema di aggiudicazione degli appalti. La riforma messa a punto dall ' as sessore Marco Falcone cambierà le regole in particolare per le gare di importo inferiore a due milioni, che sono le più diffuse in Sicilia. «Oggi - spiega Massimiliano Miconi, vice presidente dell ' Ance - queste gare vengono assegnate col meccanismo del massimo ribasso. E in Sicilia si è arrivati a percentuali del tutto fuori mercato, che in qualche caso sfiorano il 50%». L ' Ance denuncia da tem po che gare assegnate così poi spesso non arrivano al traguardo o finiscono per alimentare un sistema non sano di imprenditoria: «A nostro avviso - aggiunge Miconi - u n ' azienda che riesce a vincere con ribassi di questo livello o non paga mano d ' opera o ha solo bisogno di poter mostrare in banca un contratto in modo da ottenere credito». Anche per questo motivo l ' Ance da tempo chiedeva di modificare il sistema di aggiudicazione o di agire sulle offerte anomale attraverso la valutazione di congruità, che permetterebbe alla stazione appaltante di fermare l ' ag giudicazione quando risulta evidente l ' anomalia a carico dell ' aggiudica tario. Ma la Regione e in genere tutti gli enti appaltanti quasi mai hanno scelto questa via. È, questa, una delle motivazioni che hanno contribuito a far crollare il settore degli appalti pubblici in Sicilia negli ultimi anni. «Ed è su questo che agiremo» assicura Falcone. L ' as sessore ha fatto inserire nel Collegato un articolo che rivoluzione il sistema di aggiudicazione introducendo un metodo complicatissimo per escludere a priori le offerte anomale. Dovrebbe funzionare così: attraverso un algoritmo assolutamente imprevedibile alla vigilia di una gara viene calcolata la fascia media delle offerte accettabili. Poi la stazione appaltante taglia le offerte che, sia in rialzo che in ribasso, si discostano in modo eccessivo da questo parametro base. Il meccanismo tiene conto anche del numero delle offerte pervenute. A quel punto si individua l ' offerta che più si avvicina alla media così determinata. Ed è quella la vincitrice. Falcone si dice certo che con questo sistema potranno essere superati tutti gli ostacoli che finora hanno bloccato il settore: «È una riforma che abbiamo concordato con associazioni di categoria e sindacati al termine di un lungo confronto». Restano però una serie di dubbi sul tappeto. Il primo è di carattere procedurale: poco più di un anno fa, sul finire della scorsa legislatura, l ' Ars tentò già una volta di modificare le regole nazionali. Su input dei grillini venne approvata una riforma che rivoluzionava il sistema di aggiudicazione ma che fu impugnata dal governo Renzi. E dunque la Sicilia non poté invocare i poteri statutari. Cosa succederà se e quando l ' Ars ci ripro verà? In realtà nel frattempo - spie gano ancora dall ' Ance - le cose a li vello nazionale sono molto cambiate. E, soprattutto, recentemente la Regione Sardegna, sfruttando anche in questo caso i poteri statutari, ha approvato una sua riforma degli appalti che modifica le norme nazionali e che tuttavia non è stata impugnat a. Basterà questo precedente? Falcone si dice ottimista. E intanto incassa il plauso dell ' Ance: «Prendiamo atto - conclude Miconi - che questo go verno ha inserito l ' emergenza appal ti fra le priorità in agenda. Ora speriamo si faccia in fretta ad approvare questa riforma che noi abbiamo tanto spinto». Va ricordato che il settore è in un tunnel del quale non si vede l ' uscita. I dati sugli appalti messi in gara fanno segnare da 10 anni un crollo verticale. Si è passati dalle 818 gare per un valore di 890 milioni registrate nel 2007 alle sole 137 gare per un valore di 194 milioni rilevate nei primi otto mesi del 2018 (ultimo dato ufficiale disponibile). E spulciando i dati dell ' Osservatorio dell ' Ance si nota proprio come sia l ' importo messo in gara che diminuisce costantemente. L ' altra incognita sono i tempi. Il governo sperava di poter chiudere la Finanziaria principale entro la prossima settimana per poi passare proprio alle norme del Collegato. Ma è un calendario che difficilmente potrà essere rispettato, visto che l ' oppo sizione finora ha alzato le barricate all ' Ars davanti alla manovra proprio in attesa di conoscere il quadro definitivo delle norme proposte dal governo. Oggi dovrebbe iniziare in commissione Bilancio il lavoro sulla Finanziaria principale, solo dopo si passerà al Collegato e quindi anche alla riforma degli appalti. C ollegamenti difficili, protesta a Panarea l A Panarea si è costituito il comitato «NoidiPanarea» per chiedere regolarità nei collegamenti marittimi. «Dall ' inizio dell ' anno - dice Federica Tesoriero del comitato - siamo rimasti quasi sempre isolati e sono anche scarseggiati i generi di prima necessità. Ieri mattina un gruppo di isolani, tra i quali l ' ufficiale postale e il postino, insegnanti, operai» non sono riusciti a partire da Milazzo viste le condizioni meteo sfavorevoli.

Foto: La riforma. In Sicilia con la norma dell ' assessore Falcone cambierà il sistema di aggiudicazione degli appalti

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