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09/01/2020

La Regione si assicura anche contro gli hacker

La Nuova Sardegna

Pubblicato il maxi appalto: la base d'asta è sei milioni di premi per tre anni contro rischi d'ogni tipo
CAGLIARIQuanto spende la Regione per assicurare gli uffici e il personale, oppure mettersi al sicuro da possibili attacchi informatici? La risposta è scritta in un bando appena pubblicato dalla Centrale unica per gli appalti: ogni dodici mesi, paga quasi due milioni di premi.La gara. L'asta al ribasso per questi contratti è da sempre uno dei piatti più ghiotti per le compagnie di assicurazione, che avranno tempo fino al 10 febbraio per presentare le offerte. Per l'indomani è annunciata invece l'apertura delle buste e la proposta più conveniente sarà quella vincente. Infine il terzo passaggio, con la firma del contratto per tre anni (premio complessivo intorno ai 6 milioni) più altri tre rinnovabili fino al tetto massimo di 10 milioni e 880mila euro. Super appalto. I lotti messi a gara dalla Regione sono otto: dalla responsabilità civile al risarcimento degli infortuni dei dipendenti o di un cittadino, oltre a quella obbligatoria per le auto di servizio, che sono i contratti più comuni. Poi ci sono quelli più insoliti che dovranno coprire i rischi della flotta navale del Corpo forestale, o garantire l'assistenza legale al governatore, agli assessori e ai dirigenti in caso di inchieste e processi legati al mandato amministrativo. Ma di sicuro l'appalto più curioso, soprattutto al passo con l'epopea delle grandi Reti, è la copertura assicurativa per il cyber risk, che ha una base d'asta di 180mila euro.Cyber risk. È una polizza contro gli hacker, i pirati informatici. Nell'appalto c'è scritto che «l'assicuratore dovrà farsi carico di tutti i costi e le spese, sostenuti dalla Regione, dovuti a una violazione del sistema di sicurezza», ma anche «in caso di utilizzo improprio delle banche informatiche dell'assicurato in cui sono contenuti dati sensibili». Ancora: la copertura dovrà coprire i rischi non solo sul sito ufficiale della Regione e delle società o agenzie collegate, ma anche quelli sui social network. Compresi i casi di diffamazione, calunnia o danno della reputazione e anche la «violazione dei diritti su proprietà intellettuale, copyright, slogan, marchio commerciale licenze e brevetti». Fino al «furto d'identità, inteso come un utilizzo indebito, totale o parziale, dei dati personali con l'obiettivo di danneggiarne la reputazione o ottenere denaro o vantaggi».I concorrenti. Il super appalto, che sarà sottoposto al controllo dell'Autorità nazionale contro la corruzione, è aperto a tutte le compagnie di assicurazioni singole o associate. Non proprio a tutte, per la verità: dovranno dimostrare di aver raccolto premi per almeno 100 milioni nell'ultimo anno, oppure essere state promosse come affidabili, solide e solvibili dalle agenzie internazionali di rating come Standard&Poor's o Moody's. È evidente, a questo punto, che a sfidarsi per la conquista del contratto per tre anni, più eventuali altri tre, saranno i colossi italiani ed europei del mondo delle assicurazioni,