scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
10/08/2021

La Regione non paga consumatori in bancarotta

La Stampa - RAPHAËL ZANOTTI

nemmeno le procedure semplificate per il covid hanno accelerato le pratiche
I fondi ci sono ma non vengono erogati: "Siamo fuori di un milione" Il sistema rodato da circa quindici anni rischia di saltare
In Piemonte la tutela dei consumatori rischia il collasso. Da due anni il governo finanzia attività e progetti, le associazioni lavorano, ma la Regione non emana gli atti necessari ai pagamenti. Siamo al paradosso: i capitoli di bilancio non sono mai stati così ricchi, mentre le associazioni viaggiano verso la bancarotta. Vantano un credito di oltre un milione di euro e qualcuna ha già messo in mora la Regione minacciando di rivolgersi alla Corte dei conti. Un sistema rodato da oltre 15 anni rischia di saltare. Sembra un tipico caso di inerzia amministrativa. Tutto ha inizio due anni fa quando lo storico dirigente che si occupa della materia va in pensione. L'assessore di riferimento, Roberto Rosso, viene arrestato. Al suo posto arriva Maurizio Marrone. In questa vacatio dirigenziale e politica in Regione arrivano i primi fondi del Mise: 662mila euro destinati agli sportelli dei consumatori. Questi ultimi sono uno strumento che esiste da anni in Piemonte. Aiutano 100.000 piemontesi nelle controversie contro società di servizi, telefonia, assicurazioni, fornitori di energia. Ogni anno trattano un contenzioso pari a circa 5 milioni di euro evitando di intasare le aule di tribunale. Il finanziamento del ministero vale dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020. Dovrebbe venir pagato in tre tranche: 45% a gennaio, 45% a luglio e 10% a rendicontazione avvenuta. La Regione, però, nomina una funzionaria solo ad agosto. La prima tranche arriva dunque a settembre 2020, a 9 mesi dall'inizio dell'attività: 297.900 euro. L'idea è di saldare a rendicontazione avvenuta, ma anche qui le cose s'inceppano. A febbraio non è ancora arrivata la modulistica per rendicontare. Le associazioni compilano la vecchia modulistica. Ma a marzo la Regione cambia le regole. Ne nasce un lungo carteggio che si risolve solo a maggio 2021. Ma di soldi, nemmeno l'ombra. Nel frattempo, però, sull'Italia e sul mondo è piombato il Covid. Il Mise emette un nuovo bando: altri 642mila euro vengono accreditati alla Regione il 4 dicembre 2020 per realizzare progetti a tutela dei consumatori che fronteggino le conseguenze socio economiche della pandemia. Visto il carattere emergenziale del provvedimento, la procedura è molto semplificata. Ma questo non sembra incidere sulla rapidità di piazza Castello. Si procede alla cieca: mancano istruttoria delle domande, concessione, modalità e modulistica della rendicontazione. Fino a quando, a suonare la campanella, non è il Mise stesso che chiede alla Regioni di inoltrare a Roma atti e provvedimenti relativi al nuovo bando. Siamo a giugno, il bando scade il 31 luglio. La Regione, colta di sorpresa, chiede alle associazioni di inoltrare entro il 2 luglio le domande per gli ambiti delle attività che in realtà stanno realizzando da oltre sei mesi. Entro il 25 giugno il monitoraggio intermedio delle attività. Infine fa loro firmare un provvedimento "in bianco" con cui le associazioni accettano incondizionatamente tutti gli atti della Regione rinunciando a qualunque ricorso. Si corre, ma a pochi giorni dalla scadenza il settore viene passato a una nuova direzione. Il povero dirigente che si ritrova a gestire la patata bollente, senza personale dedicato, non può materialmente produrre in pochi giorni gli atti che non sono stati prodotti nei mesi precedenti. Scade anche il secondo bando, ma poche ore prima la giunta approva una delibera in cui, di imperio, proroga di un mese la scadenza del bando. Tutto questo senza che né il ministero né la consulta, che avevano approvato il progetto e la relativa scadenza, siano nemmeno citati. Le associazioni, nella speranza di vedersi pagate, accolgono anche quest'altra forzatura. Ma a questo punto la domanda è legittima: quando dovremo gestire l'enorme massa di denaro che arriverà con il Pnrr del governo per la ripartenza post Covid, la Regione sarà burocraticamente in grado di gestire la partita? -

100.000

I piemontesi assistiti nelle controversie contro le diverse società di servizi


Foto: APGULTIC