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14/04/2020

La rassegna delle massime dei giudici amministrativi

Guida al Diritto - a cura di Giulia Laddaga

IL MASSIMARIO
CONTRATTO Contratti della pubblica amministrazione - Esclusione dalla gara - Sequestro penale preventivo dei conti correnti e crediti ex articolo 321 del Cp - Articolo 80, comma 5, lettera c) , del Dlgs 50/2016 - Inapplicabilità. Il sequestro penale preventivo dei conti correnti e crediti ex articolo 321 del Cp non può ricomprendersi tra le cause di esclusione di cui all'articolo 80, comma 5, lettera c) , del Dlgs 50/2016, che ricomprende situazioni oggetto di valutazione discrezionale da parte della stazione appaltante, se sussumibili nella categoria di «gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la (sua) integrità o affidabilità» dell'operatore economico. ¶ Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 2 aprile 2020 n. 2245 PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Rito appalti - Principio di rotazione - Violazione - Impugnazione. La qualità di precedente affidatario del contratto (in base alla quale - nel caso di procedura negoziata indetta ai sensi dell'articolo 36, comma 2, lettera b) , del Dlgs 50/2016) - è reso operativo il «principio di rotazione»), non rappresenta un requisito di idoneità professionale, la cui accertata carenza costituirebbe «motivo di esclusione», ma solo una forma di limitazione (neppure assoluta, essendo possibile giustificarne il superamento con adeguata motivazione) della libertà della stazione appaltante nella individuazione della platea dei soggetti da invitare alla gara. La violazione del rispetto del principio di rotazione deve essere dedotto unitamente all'impugnazione dell'aggiudicazione e non con il provvedimento di ammissione alla gara, non attenendo ai requisiti di ordine soggettivo, la cui verifica era assoggettata al regime della impugnazione immediata di cui all'articolo 120, commi 2- bis e 6- bis , del Cpa. ¶ Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 31 marzo 2020 n. 2182 PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Accesso ai documenti - Istanza - Generica o cumulativa - Esame come istanza di accesso generalizzata Possibilità - Limiti. La pubblica amministrazione ha il potere-dovere di esaminare l'istanza di accesso agli atti e ai documenti pubblici, formulata in modo generico o cumulativo dal richiedente senza riferimento a una specifica disciplina, anche alla stregua della disciplina dell'accesso civico generalizzato, a meno che l'interessato non abbia inteso fare esclusivo, inequivocabile, riferimento alla disciplina dell'accesso documentale, nel qual caso essa dovrà esaminare l'istanza solo con specifico riferimento ai profili della legge 241/1990, senza che il giudice amministrativo, adìto ai sensi dell'articolo 116 del codice della pubblica ammiistrazione, possa mutare il titolo dell'accesso, definito dall'originaria istanza e dal conseguente diniego adottato dalla pubblica amministrazione all'esito del procedimento. Accesso generalizzato - Istanza - Fase esecutiva di un contratto pubblico - Configurabilità. La disciplina dell'accesso civico generalizzato, fermi i divieti temporanei e/o assoluti di cui all'articolo 53 del decreto legislativo n. 50 del 2016, è applicabile anche agli atti delle procedure di gara e, in particolare, all'esecuzione dei contratti pubblici, non ostandovi in senso assoluto l'eccezione del comma 3 dell'articolo 5- bis del decreto legislativo n. 33 del 2013 in combinato disposto con l'articolo 53 e con le previsioni della legge n. 241 del 1990, che non esenta in toto la materia dall'accesso civico generalizzato, ma resta ferma la verifica della compatibilità dell'accesso con le eccezioni relative di cui all'articolo 5- bis , commi 1 e 2, a tutela degli interessi-limite, pubblici e privati, previsti da tale disposizione, nel bilanciamento tra il valore della trasparenza e quello della riservatezza. ¶ Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, decisione 2 aprile 2020 n. 10