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10/06/2020

La Provincia replica sul ponte «Stiamo facendo il possibile»

Gazzetta di Mantova

Da Palazzo di Bagno una risposta alle preoccupazioni di cittadini e istituzioni «Commissariamento? Ipotesi impraticabile». Oggi l'incontro con la Toto San benedetto po Il rogo del fienile: al lavoro anche ieri i vigili del fuoco palidano di gonzaga
san benedetto poUna lunga nota nella quale, punto per punto, la Provincia spiega la propria posizione in merito alle polemiche sul nuovo ponte di San Benedetto Po. Da Palazzo di Bagno ieri è arrivata una risposta netta alle preoccupazioni delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini per lo stato di avanzamento dei lavori sull'infrastruttura. «Come più volte ribadito - si legge - la Provincia non è inadempiente su nessun fronte riguardante i lavori affidati con regolare gara d'appalto e l'atto di citazione in giudizio pervenuto alla Provincia ha per oggetto l'immobile caserma dei carabinieri: la ditta appaltatrice ha accettato e sottoscritto tutte le condizioni economiche stabilite dai termini contrattuali del contratto principale d'appalto. Variare tali condizioni significa esporre l'ente a istanze di danno erariale». Secondo Palazzo di Bagno, poi, «l'inadeguatezza del Psc non trova alcuna giustificazione dal momento che il piano di sicurezza e coordinamento è stato correttamente aggiornato e integrato rispetto ai protocolli condivisi al fine di contenere la diffusione del contagio del contagio da Covid-19». Non solo. Per quanto riguarda la mancata definizione dei costi-oneri della sicurezza nel Psc, «ad oggi non è ancora stato definito a livello nazionale, con specifiche direttive in merito, a chi debba spettare il pagamento degli importi relativi all'attuazione delle misure di sicurezza per contrastare la diffusione del contagio da Covid-19». Quindi, nulla a che vedere con i ritardi accumulati dall'impresa appaltatrice.«La Provincia - si legge ancora - è sempre stata disponibile a cercare un punto di mediazione possibile, ma le istanze della ditta appaltatrice fino ad ora emerse non sono compatibili con la possibilità di trovare un comune accordo che metta al riparo la stazione appaltante da ulteriori inadempienze e ritardi».Poi i chiarimenti sul tema delle chiusure: «Stante le verifiche effettuate sul manufatto, non esistono ragioni di prevedere chiusure al transito agli stessi mezzi che percorrono il ponte dal 2010, tranne che per il periodo già discusso per l'eventuale contratto integrativo di lavori di adeguamento del ponte golenale, e per il periodo di chiusura previsto dall'aggiudicazione del bando per il ponte in alveo». E ancora, per quanto riguarda i rapporti con il Pirellone, «la Regione aveva già chiarito con propria lettera che la gestione dell'appalto può essere solo in capo alla stazione appaltante, e che la stessa Regione ha sempre ricevuto puntuali risposte ad ogni richiesta di informazione».Palazzo di Bagno, infine, esclude un intervento del Ministero: «Le procedure e il ricorso ad un Commissario da parte del Ministero delle Infrastrutture, mutuando la realizzazione del nuovo Ponte Morandi a Genova, non sono prevedibili ad appalto regolarmente affidato e, stante le attuali condizioni, più di una moral suasion sull'impresa appaltatrice non si vede come il Ministero possa intervenire».Oggi è previsto il tanto atteso incontro tra la Provincia e l'impresa appaltatrice, la Toto-Vezzola (unite nella società PontePo). --© RIPRODUZIONE RISERVATA