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12/03/2021

La Protezione civile del Lazio e quell’ordine di mascherine alla società sotto inchiesta

Il Messaggero - Valentina Errante

IL CASO
A SETTEMBRE, DOPO LA VERIFICA CHE I DISPOSITIVI DI SICUREZZA NON ERANO A NORMA, UN ALTRO APPALTO ALLA ENT
ROMA La pace era fatta. Nonostante i problemi sulla fornitura di 5 milioni di mascherine non a norma e l'esposto presentato in procura ad aprile, che ha portato all'arresto di Vittorio Farina e Andelko Aleksic, per frode in pubbliche forniture e truffa e al sequestro di 21 milioni di euro, la protezione civile del Lazio ha continuato ad affidare commesse alla European Network tlc srl. L'ultima a settembre per un milione e 500mila dispositivi di sicurezza. Luigi Bisignani smentisce di avere mediato, sostenendo di «non conoscere Tulumello» e di non aver «mai avuto alcun rapporto né diretto né indiretto con lui e con nessuno degli Enti che a vario titolo si occupano dell'emergenza Covid». Ma Farina ottiene ugualmente la chiusura della controversia con Carmelo Tulumello, numero uno della Protezione civile nel Lazio, anzi riceve nuovi ordini. Intanto punta più in alto, dopo gli incontri con l'oramai ex commissario Domenico Arcuri riesce ad arrivare al ministero della Difesa e a ottenere una commessa, poi revocata, attraverso l'oramai ex direttore generale dell'Agenzia industria e Difesa e, secondo le intercettazioni anche al Mef. È però al ministero della Salute che punta. E gli uomini della Guardia di Finanza lo osservano mentre entra nel palazzo di Trastevere. L'obiettivo è fornire anche i tamponi. E ancora di più: ottenere l'esclusiva per importare in Italia il vaccino cinese. A mediare per lui politici e uomini d'affari, come l'ex ministro dell'Agricoltura Francesco Saverio Romano (indagato) al quale assicura che avrà una percentuale sulle forniture che gli ha consentito di ottenere in Sicilia. AL MINISTERO Il 16 novembre Farina dice al telefono: «Sto andando a Roma a parlare di vaccini». Ma il business riguarda anche i tamponi. Il giorno dopo comunica a un amico di avere un appuntamento al ministero della Salute. «Ho un appuntamento alle 16.30 col ministro, con Roberto». Ad accompagnarlo è Salvatore Spagna, residente a Shangai e responsabile della Eurojolly corporation. I militari li fotografano mentre entrano nella sede di Lungotevere a Ripa. Il giorno successivo Farina chiama Spagna chiedendogli se lo abbiano cercato da Roma, ma nessuno si è fatto vivo. «Max non interviene», chiede Spagna. E Farina: «Che intervenga adesso non serve, se sono ancora interessati, come riteniamo, ci chiameranno per riavviare il processo. Credo che entro oggi quelli si incontrino e poi Paolucci dovrebbe chiamarti. (Massimo Paolucci capo di Gabinetto di Speranza, annota la Finanza). Dovrebbero chiamarti tra stasera e domani, se non dovessero entro domani, mi faccio vivo con l'altro». Il 19 novembre Farina, è al telefono con Roberto De Santis, l'amico di Massimo D'Alema indagato per traffico di influenze: «Non si è sentito nessuno». E De Santis risponde: «Va bene, ne parleranno martedì». LA COMMESSA È del 25 settembre la determinazione della Protezione civile del Lazio, firmata da Tulumello, che affida per via diretta alla Ent una fornitura di un milione e mezzo di mascherine a 80 centesimi più iva ciascuna. Fino alla fine di luglio, dopo il blocco alla dogana, la Regione sembrava pronta a far causa alla società per una fornitura di 5 milioni di dispositivi di protezione non a norma, gli stessi che hanno portato all'arresto degli indagati. A novembre, poi, Tulumello chiude la controversia, accontentandosi di certificazioni che, secondo una perizia disposta dalla procura, non sono valide e salda il conto. A settembre, però, la procura aveva affidato all'Università di Tor Vergata una perizia, dalla quale emergeva che buona parte del materiale non corrispondeva a quello acquistato durante il lockdown. I numeri 21 milioni Il valore totale della commessa A marzo la Protezione civile del Lazio compra mascherine e camici dalla Ent per 21 milioni di euro. La merce però non è a norma e viene bloccata alla dogana. 5 ilioni di dispositivi non a norma Le mascherine vengono sbloccate con procedura d'urgenza, ma il capo della protezione civile del Lazio presenta un esposto che fa partire l'inchiesta. I pm verificano che i certificati dei 5 milioni di mascherine sono falsi. 400 mila Le mascherine offerte per le scuole Farina, uno degli indagati, al telefono, dopo alcuni incontri con Arcuri, parla di una commessa di 400mila mascherine ordinata dalla struttura del commissario straordinario.

Foto: Mascherine chirurgiche indossate in un evento a Roma