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17/11/2020

La proposta di Ladisa per rilevare la Gazzetta con i 147 dipendenti

La Repubblica - Chiara Spagnolo

In campo anche Confindustria: "Stiamo valutando come salvare il giornale"
La società Ledi srl, che fa capo all'imprenditore barese della ristorazione Vito Ladisa e di cui è amministratore unico l'ex procuratore tarantino Franco Sebastio, ha formalizzato una proposta per prendere in fitto il ramo d'azienda della Edisud e gestire il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno. La proposta è stata illustrata nel corso di un incontro con il comitato di redazione della Gazzetta, la Fnsi (Federazione nazionale della stampa), l'Assostampa di Puglia e Basilicata e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. La società ha sostanzialmente preannunciato che parteciperà al bando predisposto dai curatori fallimentari, Michele Castellano e Gabriele Zito, dopo che il tribunale ha decretato che il 20 novembre si chiuderà l'esercizio provvisorio della Edisud, dichiarata fallita a giugno insieme con la Mediterranea (che è proprietaria della testata).
La proposta che Ladisa si appresta a formulare prevede il fitto del ramo d'azienda fino al 31 luglio 2021, con presa in carico integrale di tutti i lavoratori: 147 persone fra giornalisti, poligrafici e amministrativi. L'ipotesi prevede anche «una deroga integrale all'articolo 2112 del Codice civile», nel senso che se entro il 31 luglio non sarà formalizzato l'acquisto della testata, tutti i rapporti di lavoro torneranno a Edisud (alla quale fanno capo attualmente). Rispetto a quanto prospettato, sia i sindacati sia i lavoratori dovranno ora riflettere e discutere al loro interno per esprimere una serie di valutazioni. E Confindustria Bari e Bat ha riunito un consiglio generale monotematico per valutare i contenuti e le condizioni del bando. «La nostra associazione sente il dovere morale e civile di cercare, insieme con gli imprenditori associati, ogni soluzione per salvare una testata giornalistica che dà voce al nostro territorio da oltre un secolo», ha commentato il presidente Sergio Fontana».
Di certo per ora c'è che il bando resta in piedi, nonostante la soprintendenza per i Beni archivistici e librari ne abbia chiesto per due volte il ritiro. La presunta illegittimità sarebbe determinata dall'ipotesi di smembramento dell'archivio e dal fatto che il bando non è stato sottoposto alla preventiva autorizzazione dell'articolazione territoriale del Mibac. Un passaggio che i curatori hanno fatto sapere di poter saltare e che anche la giudice Raffaella Simone ha ritenuto non necessario. La scadenza di quel bando è fissata per il 18 novembre. Il 19 saranno aperte le buste: se non ci sarà la possibilità di dare in fitto il ramo d'azienda, il 20 la Gazzetta del Mezzogiorno dovrà cessare le sue pubblicazioni.