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16/05/2020

La procura indaga anche sugli appalti per le mascherine

La Repubblica - Sarah Martinenghi

Gare milionarie bandite dalla Regione con regole stravolte Comba, presidente Scr: "Procedure previste per l'emergenza" I giudici valutano se le denunce Inail su possibili contagi possano essere infortuni sul lavoro Sotto inchiesta oltre una trentina di Rsa
Non solo morti e contagi nelle rsa.
All'attenzione della procura ci sono anche le procedure di aggiudicazione, gli appalti, che in questo periodo di pandemia sono stati aggiudicati, per via diretta oppure con procedura di gara pubblica. È un faro che si accende, quello della magistratura, come conseguenza di una serie di esposti che sono arrivati in queste settimane e che, giorno dopo giorno, continuano ad aumentare.
La maggior parte delle segnalazioni trasmesse sinora ha riguardato le strutture per anziani in cui si sono concentrati contagi, su denuncia di parenti o di malati, o su ispezioni effettuate dai carabinieri del Nas: sono una trentina le strutture su cui il pool di pm istituito per l'emergenza Covid (coordinato dagli aggiunti Enrica Gabetta e Vincenzo Pacileo) sta effettuando le indagini. In procura arrivano anche i contagi dei lavoratori segnalati dall'Inail come casi di infortunio sul lavoro: per ogni segnalazione devono essere svolti accertamenti per chiarire le modalità del contagio, incrociandole con la situazione riscontrata nella struttura, e capire se vi siano oppure no responsabilità da parte del datore di lavoro. Uno degli aspetti su cui, fin da subito, è stata puntata l'attenzione degli inquirenti sono i dpi, i dispositivi di protezione come le mascherine come strumento per contenere i contagi. Mascherine e dpi sono adesso anche scandagliati da un altro punto di vista, quello dell'approvvigionamento. Come sono stati acquistati, con quali verifiche, quali certificazioni riportavano sono aspetti che si devono accertare. La procura ha dato una delega di indagine alla guardia di finanza: si tratta di fascicoli esplorativi in cui si devono acquisire documenti e capire se siano state rispettate le procedure o se ci siano irregolarità. Gare milionarie sono state fatte in pochi giorni, e con regole stravolte dall'emergenza in atto. «È lo stesso codice degli appalti che lo prevede con un apposito articolo: in situazioni di emergenza sono consentiti gli affidamenti diretti - spiega il presidente di Scr Mario Comba, ordinario di diritto pubblico comparato all'Università di Torino - la commissione europea il 1 aprile ha chiarito alle stazioni appaltanti che questa lo è. Sono consentite procedure che altrimenti non sarebbero possibili, come telefonare al fornitore. Noi abbiamo fatto gare importanti in soli 5 o 6 giorni, dato che le procedure erano tutte accelerate ho personalmente insistito per pubblicare subito tutti i documenti sul nostro sito per garantire la massima trasparenza».
Le gare che la società di committenza regionale ha bandito in tema Covid riguardano l'acquisto di dpi c'è stato un bando da oltre 118 milioni di euro per 16 lotti - aggiudicato a fine marzo che ha visto concorrere imprese italiane con cinesi. Nella corsa contro il tempo per aggiudicarsi forniture così consistenti, Scr ha dovuto affrontare problematiche emerse perché le aziende non riuscivano più a garantire forniture al prezzo di aggiudicazione, e le ditte cinesi che avevano vinto avevano già raggiunto il limite massimo per l'esportazione consentito dal loro governo e quindi passavano l'appalto ad altre imprese connazionali.
«Le verifiche si fanno comunque chiarisce Comba - quelle sul prodotto si basano sui certificati, il decreto legge prevede che siano Ce, altrimenti devono essere indicate specifiche tecniche dal fornitore che certificano la conformità. Sui fornitori si segue invece la procedura, loro auto certificano di avere i requisiti e a quel punto si fanno verifiche con prefettura e agenzia dell'entrate».
Un'altra gara che si è svolta in tempi brevi ha riguardato i test sierologici, indetta per il Piemonte il 21 aprile. Anche Gabriele Gallone dell'Anaao punta la sua attenzione raccontando il singolare bando da 920mila euro che in 4 giorni ha visto aggiudicare alla Diasorin di Saluggia, per 4 euro a kit, la fornitura di 70 mila test. Un risultato inverso a quello dell'appalto nazionale su offerte simili: in Piemonte si è preferito un sistema che garantisce una sensibilità diagnostica 90,4 per cento e una capacità di consegna settimanale di 15mila unità, contro la sensibilità al 100 per cento della Abbott (che ha vinto la gara nazionale) con un prezzo di 5 euro, e la garanzia di fornire 500 mila kit ogni 7 giorni. Un'offerta di mezzo era quella di Medycal Sistem che aveva proposto un prezzo di 4,95 euro con sensibilità al 91,2 per cento. D'altronde Scr lo precisa nell'aggiudicazione: «È stato adottato quale criterio di aggiudicazione quello del minor prezzo».
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Foto: kGli appalti Per le mascherine appalti per 18 milioni con imprese italiane e cinesi