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11/06/2019

La primaria trasferita a Riccò nell’asilo della bufera giudiziaria

Gazzetta di Modena - Daniele Montanari

La scelta anticipata dal sindaco per rimediare alla scadenza dell'affitto dei moduli Intanto la campionessa mondiale Barbieri boccia l'edificio sopra il campo sportivo SERRAMAZZONI
Daniele MontanariSERRAMAZZONI. I bimbi della primaria del capoluogo trasferiti da settembre nell'asilo di Riccò. L'infinito caso scuole di Serra si arricchisce di un nuovo capitolo destinato ad alimentare ulteriormente la discussione. Manca l'ufficialità perché nessuno si è espresso formalmente, ma ieri nel faccia a faccia col corpo docente (annunciato sabato in Consiglio) il sindaco Claudio Bartolacelli ha di fatto presentato la proposta già nell'aria da alcuni giorni (se ne discuteva anche nell'incontro di giovedì sera), legata al fatto che l'affitto dei moduli in cui i bimbi sono ospitati dal settembre 2017 (quelli nel piazzale della palestra) non può essere rinnovato un'altra volta (per la normativa sugli appalti). Dopo i ragazzi delle medie l'anno scorso, ora dunque tocca ai bimbi della primaria l'esperienza da "sfollati" senza più una sede. L'idea dunque è quella di portarli nell'edificio di Riccò (uscito dalla bufera giudiziaria sul famoso abuso e sulla frana quiescente) che dovrebbe essere ultimato per fine agosto, adattando spazi che di per sé erano stati pensati per bimbi molto più piccoli. E ovviamente dietro pagamento di affitto, perché lo stabile è della Fondazione Paride Colfi. Per alunni e insegnanti sarebbe il ritrovare finalmente mura "vere". Ma la posizione di Riccò è fortemente decentrata rispetto al capoluogo (8 km di distanza), con gli evidenti problemi logistici che ne derivano.RACHELE È CON LUCA TONIIntanto, sul fronte del no alla costruzione delle nuove scuole sul campo in erba dello stadio, l'appello di Luca Toni per la difesa dello storico terreno di gioco viene condiviso dall'altra iride mondiale del territorio. In un post su Facebook, Rachele Barbieri, campionessa 2017 di ciclismo su pista (scratch), rilanciando il suo videomessaggio ha scritto: «Concordo in pieno! Perché andare ad eliminare uno dei pochi punti di ritrovo e svago rimasti a Serra? Ci sono sicuramente altri luoghi dove poter valutare la costruzione di un polo scolastico, non pensate? Lasciamo anche allo sport la sua importanza!». A difesa di Toni si è espressa anche Sabrina Bonvicini, mamma di una bimba nella scuola di calcio: «Luca non è mai intervenuto sul campo sportivo semplicemente perché non si è mai parlato della sua distruzione - sottolinea - ma quel luogo gli è sempre stato caro, come testimonia la sua presenza tutti gli anni a fine corso per salutare i bimbi, giocare, fare autografi e festa con loro». Domani continua la raccolta firme contro la distruzione del campo (ore 11-12 terrazza bar Jonas). Domenica è stata sottoscritta anche dalla deputata 5 Stelle Stefania Ascari. «Era mio dovere come rappresentante del territorio in Parlamento contribuire alla raccolta firme - ha detto - perché si va a distruggere un campo storico che ha un significato importante per Serra. È sempre stato ed è tuttora un luogo di ritrovo per i giovani, non solo per il calcio: la sua distruzione avrebbe un impatto non solo ambientale, ma anche morale e psicologico molto pesante sul paese. Va sostenuto il grande lavoro che stanno facendo i 5 Stelle a Serra assieme all'altro gruppo di opposizione: hanno messo in atto un percorso partecipato per spiegare ai cittadini quello che sta avvenendo e trovare una soluzione alternativa. I cittadini stanno rispondendo: il Comune non può ignorarli». E dall'altro gruppo di opposizione, Maria Chiara Venturelli tiene a precisare che negli scorsi 5 anni «sono stati sempre effettuati i tagli d'erba per la manutenzione del campo». --