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14/11/2020

«La posa della prima pietra a gennaio 2022»

QN - La Nazione

di Roberta Della Maggesa LA SPEZIA Presidente, a luglio aveva annunciato, presentando la nuova 'road map' del Felettino, che l'affidamento dei lavori sarebbe arrivato entro fine anno. L'obiettivo è stato mancato, ma è a portata di mano. A quando il bando di gara? «Entro la fine dell'anno sarà completata tutta la pratica relatva al progetto di riqualificazione. A breve è prevista la firma con l'advisor tecnico-finanziario, ossia la Cassa depositi e prestiti, con il quale ci stiamo confrontando proprio in queste ore per perfezionare la partnership. Il bando di gara uscirà a gennaio e sarà un appalto integrato con contratto di concessione che prevede anche la realizzazione del progetto definitivo e di quello esecutivo. Entro sei mesi, quindi orientativamente all'inizio dell'estate, potremo procedere all'affidamento. Nel frattempo sarà istruita la conferenza dei servizi, al termine della quale si aprirà il cantiere». Data prevista per la posa della prima pietra? «Direi gennaio 2022». I lavori quanto dureranno? «Circa trentasei mesi». Riusciremo a restare nei tempi programmati? «Nulla fa pensare il contrario. Certo, immaginiamo e aupichiamo che questa volta partecipi alla gara più di un'impresa, avendo tolto il fardello della permuta del Sant'Andrea». Già, che fine farà il Sant'Andrea? «Per il momento resterà nella disponibilità della Asl, alla quale abbiamo dato mandato di pensare ad una razionalizzazione di tutti gli spazi a disposizione». Quindi, nessuna alienazione all'orizzonte? «Direi di no. L'intenzione è quella di trasferire negli edifici del Sant'Andrea molte funzioni, sanitarie e amministrative, attualmente svolte altrove». Anche gli uffici di via Fazio saranno trasferiti in via Vittorio Veneto? «Sì. Ma la struttura sarà utilizzzata prevalentemente per l'attività territoriale e ambulatoriale». I volumi, però, sono notevoli. Insomma, uno scenario di questo tipo lascia presagire che molti spazi rimarranno inutilizzati. «Valuteremo successivamente eventuali ipotesi di valorizzazzione del patrimonio immobiliare». Guardando i render, si ha l'impressione che le proporzioni tra le parti esterne dell'edificio siano quelle previste dal progetto precedente. Quali sono gli elementi qualificanti introdotti dallo studio Politecnica Building for Humans dal punto di vista funzionale? «Siamo di fronte alla riqualificazzione di un progetto, ma sono stati aggiunti elementi che in precedenza non erano neppure stati immaginati. Un esempio? Una rigida divisione per moduli tra percorsi sporchi e puliti all'interno dei singoli reparti, a partire dal pronto soccorso per arrivare alle aree dedicate alla diagnostica: una lezione, questa, appresa proprio in questa delicata fase di gestione della pandemia. Poi ci sono circa 800 parcheggi, un numero maggiore di posti letto e di soluzioni di degenza per la terapia intensiva». Durante l'estate l'ex assessore alla sanità Sonia Viale, parlando della realizzazione del Felettino, aveva accennato alla possibilità di un partenariato pubblico-privato. E' una soluzione che vi soddisfa? Come sarà declinata nel bando? «Ci sarà un contratto di concessione e il progetto sarà realizzato da un finanziatore privato sotto il cappello della Cassa depositi e prestiti. Entro la fine della prossima settimana saremo in grado di sapere con precisione quali servizi saranno compresi nell'appalto - immagino quelli collegati alla manutenzione dell'edificio e delle sue pertinenze e alla gestione della centrale calore - e quali saranno invece esternalizzati, forse mense e bar interni». E la gestione dei servizi sanitari? «Quella resterà totalmente in mano al pubblico». Nei mesi scorsi si è accennato anche alla possibilità di una gestione commissariale dell'opera. E un'ipotesi che sta ancora in piedi? «Sta marciando tutto bene. Al momento non ne vediamo il bisogno». Ci sarà uno scostamento rispetto alle previsioni di spesa avanzate a proposito del progetto Pessina? Di quanto? «La cifra per noi è quella già rivista e conteggiata a bilancio, ossia 250 milioni, comprese le spese per la riqualificazione del progetto. Ovviamente restano fuori dal conteggio i costi per il trasferimento delle attrezzature». Resta in piedi il contenzioso milionario con Pessina. Previsioni sull'esito? «Mi pare evidente chi abbia ragione tra i due contendenti. Ma facciamo lavorare i magistrati senza interferire». C'è il rischio che la vicenda giudiziaria faccia slittare i tempi di consegna del cantiere? «No nel più assoluto dei modi. Stiamo rispettando i tempi che ci eravamo dati. Capisco il clima di sfiducia che si respira in città, ma ci stiamo impegnando per fare quanto promesso: un ospedale bello e funzionale, sgomberando il campo da strumenti finanziari spuri che avevano compromesso il primo appalto, vincolato a una permuta molto ingombrante e alle relative oscillazioni del mercato immobiliare». Se potesse tornare indietro, rifarebbe la stessa scelta? Mi riferisco alla revoca del contratto d'appalto a Pessina. «Sì, su questo siamo granitici». © RIPRODUZIONE RISERVATA