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06/10/2020

LA POLEMICA PORDENONE Il caso era già in ebollizio…

Il Gazzettino

LA POLEMICA
PORDENONE Il caso era già in ebollizione, ora la pentola a pressione è esplosa. Il sindaco Alessandro Ciriani ieri ha deciso di avocare a sé tutta la gestione del cosiddetto Bando periferie, togliendolo dalle competenze prima riferibili all'assessore Guglielmina Cucci e al funzionario dirigente Federica Brazzafolli. L'origine della scelta, che sarà ufficiale già da lunedì, è da ricercare nella lentezza burocratica che stava facendo esplodere il malumore dei commercianti che avevano richiesto i finanziamenti, ma che ancora non avevano ricevuto i contributi. Il tutto in un momento che per il commercio è già segnato dall'emergenza sanitaria e dal calo degli incassi.
L'ATTACCO
«Ho scelto di gestire in prima persona la vicenda - ha attaccato il primo cittadino - per evitare di stritolare degli imprenditori già in difficoltà. Il limite della sopportazione è stato abbondantemente superato. Voglio anche manifestare tutta la mia solidarietà a chi aveva chiesto il contributo e non l'ha ancora ricevuto». Poi la promessa: «Entro sessanta giorni tutti avranno ciò che attendono. In due mesi risolveremo la situazione». La vicenda, sollevata alcuni mesi fa su queste pagine, faceva riferimento alle pratiche-lumaca legate al Bando periferie, che grazie a uno stanziamento di più di due milioni e mezzo di euro garantiva a commercianti e artigiani la possibilità di migliorare i loro locali.
LE PROTESTE
Proprio ieri, l'Ascom di Pordenone aveva sferrato un nuovo attacco sul tema. «A più di due anni dalla presentazione del bando ancora nessuna risposta da parte dell'amministrazione, con le imprese al collasso. Con estremo rammarico le imprese del territorio prendono atto della totale incapacità da parte dell'amministrazione Ciriani nel gestire il bando denominato i20aPN. Il bando, ricordiamo, dedicato alla rivitalizzazione del capoluogo in un'ottica di sostenibilità energetica, abbattimento delle barriere architettoniche, aumento dell'occupazione e investimenti strutturali era stato presentato lo scorso 27 maggio 2019. Da allora ritardi, incapacità gestionali, continui rinvii, cambiamenti immotivati nei documenti da presentare, difformità nei giudizi hanno contraddistinto l'iter evolutivo nella presentazione delle domande. Molte le realtà aziendali che nel frattempo hanno realizzato importanti cambiamenti strutturali, senza avere la certezza della copertura degli investimenti attuati, che oggi si trovano in grave difficoltà. Molte le realtà aziendali che hanno anche dovuto rinunciare. Non entrando in tecnicismi che lasciamo alla relazione che abbiamo approntato e che presenteremo al Comune, ci chiediamo - sottolinea Aldo Biscontin (Ascom) - perché questo comportamento verso le imprese, perché questa miopia nel non comprendere l'importanza nel dare seguito al bando che a cascata avrebbe portato migliorie all'intera Città. L'attuazione del bando avrebbe rappresentato un vero e proprio volano degli investimenti sul nostro territorio distribuendo all'incirca 7 milioni di Euro. Risulta imbarazzante l'incapacità nella gestione complessiva del bando come altrettanto imbarazzante risulta il silenzio dell'Amministrazione contro cui si scontrano le aziende ogni giorno. Attendiamo una risposta concreta, non accettando più alibi da parte di chi ci amministra, auspicando un tangibile e professionale intervento in tempi rapidissimi, pena un ulteriore affossamento di numerose imprese del nostro territorio». E la risposta attesa è arrivata, direttamente dal sindaco, con tanto di siluri inviati ad assessore e componente dirigenziale. Ascom, infine, ha ritirato la comunicazione. O meglio, il senso della stessa.
M.A.
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