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05/06/2021

La piscina chiusa «Trovare l’ accordo o si cambia gestore»

La Provincia di Como - paola mascolo

Villa Guardia Il confronto tra In Sport e Comune per riaprire l'impianto di via Tevere: utenti in difficoltà Cancellate le due rate del canone, per 225mila euro
Estate alle porte e tanta voglia di andare in piscina, ma l'impianto di via Tevere resta ancora chiuso: vasche tutte vuote, non si sa quando riaprirà.

Anche se la normativa prevedeva la riapertura dal 15 maggio e quelli al chiuso dal prossimo 1 luglio, per la piscina di via Tevere al momento non c'è una data di riapertura. Troppi i danni economici avuti dalle chiusure imposte dalla pandemia, troppo pochi gli aiuti economici. La piscina al momento è sostenuta solo dalle misure che il Comune di Villa Guardia ha approvato a favore di In Sport, la società che ha sede a Vimercate e che attualmente, oltre alla piscina di via Tevere in concessione fino al 2038, gestisce altri 16 impianti tra Piemonte, Lombardia e Veneto.

«Siamo fiduciosi»

Al momento il Comune ha annullato due rate del canone annuo che il gestore deve al Comune, si tratta della seconda rata del 2020 e della prima rata del 2021, per un totale di 225 mila euro, pari al canone di un anno.

Ma questo ad In Sport non basta per riaprire: «Allo scopo di creare le condizioni per sostenere il proseguimento delle attività in una situazione così drammatica abbiamo richiesto di avviare un confronto con l'Amministrazione comunale per tentare di trovare soluzioni condivise e sostenibili di supporto ad una gestione fortemente pregiudicata dal protrarsi fino ad oggi della crisi epidemiologica - dicono da In sport - il dialogo con l'Amministrazione Comunale si sta svolgendo in maniera costruttiva e siamo fiduciosi per un esito positivo nel più breve tempo possibile».

Fintanto che non si trova un accordo tra Comune e gestore, la piscina resta chiusa.

Gli utenti ovviamente scalpitano per tornare in piscina, anche perché molti clienti hanno già pagato corsi di cui non hanno potuto fruire e le squadre dell'agonistica, che non si sono mai fermate nei mesi di pandemia e per cui le famiglie hanno versato l'intera quota annuale di frequenza, desiderano ritornare nella loro piscina. Attualmente le Rane Rosse si allenano nell'impianto di Erba ed è già arrivata una comunicazione poco rassicurante che dice alle famiglie che dal primo luglio si dovrà andare a Giussano, sempre più lontano.

Il danno subito

Utenti in sofferenza per non avere la possibilità di utilizzare la piscina in cui si erano iscritti, allenatori che loro malgrado devono trovare una collocazione lavorativa e che quindi non si sa se resteranno. Una situazione molto complessa in cui rapporti con i Comuni, proprietari degli impianti, iniziano ad diventare più tesi, prova ne è il fatto che l'impianto di Bollate è stato restituito al Comune.

«Ci sono trattative in corso che riguardano la manutenzione ordinaria, che da settembre non si fa, e gli aspetti economico finanziari - spiega il sindaco Valerio Perroni - o riusciamo a trovare un accordo sostenibile, o si farà una nuova gara di gestione. Il Comune ha riconosciuto che hanno avuto un danno, riconosciamo tutti la necessità di sedersi ad un tavolo. Il Comune a sue spese affiderà ad una società specializzata la certificazione delle perdite riferite al 2020 e 2021, in modo da avere dati certi, non si può prendere la pandemia, evento devastante, ma circoscritto nel tempo, e spalmarlo fino al 2038. Non si può demandare solo al Comune di sostenere la piscina, dovrebbero esserci aiuti da Regione e Stato».

Aiuti che al momento per le piscine e in genere per lo sport non ci sono.

Da parte di In Sport c'è la normativa degli appalti in cui si dice che per cause di forza maggiore (leggi Covid) che mettano in discussione le caratteristiche di un contratto pubblico queste possano essere ridiscusse, dall'altra il Comune ha sempre dato tanto alla piscina e vuole che con l'estate sia a disposizione dei cittadini.