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20/12/2018

La Picenambiente ricorre al Tar

Corriere Adriatico

La società contesta la delibera del consiglio comunale che stabilisce i controlli dell'ente pubblico Collina: «Non siamo alla ricerca di scappatoie ma allo stesso tempo non vogliamo subire soprusi»
IL CASO
SAN BENEDETTO La Picenambiente impugna al Tar la delibera approvata sabato scorso dal consiglio comunale. L'obiettivo è quello di fare chiarezza sul controllo societario se debba essere pubblico o privato. Decisione adottata nel corso della riunione del consiglio di amministrazione svoltosi martedì sera a cui è seguita la tradizionale cena di Natale. Tutto ruota attorno alla natura giuridica della società partecipata se da considerarsi a controllo pubblico o privato.
La delibera
Il Comune ha deliberato la natura pubblica, forte del 51% della maggioranza azionarias ma c'è un contratto a termine siglato con i privati. Quindi a oggi sarebbe necessaria una modifica statutaria ed è per questo che la società ha deciso di impugnare la delibera di consiglio. Il caso è scoppiato nei giorni scorsi a fronte della sentenza della Corte dei Conti Liguria e del Mef che definisce le società partecipate a controllo pubblico. Ma in cosa consisterebbe? Che gli enti devono esercitare il controllo e quindi tutte le azioni soggette alla lente di ingrandimento della Corte dei Conti, con tanto di rischio erariale, rispetto del codice degli appalti e i piani assunzioni. Di fronte a questo scenario era arrivato il parere del dirigente comunale Roberto De Berardinis che ribadiva come la Picenambiente fosse a controllo pubblico dal momento che il 50,41 % delle azioni è in mano a enti pubblici e perché la legge Madia ribadisce la natura pubblica. Però resta il bando a cui hanno risposto i privati al momento della gara.
Gli scenari
«Vogliamo si faccia chiarezza spiega l'amministratore delegato Leonardo Collina non vogliamo battaglie o scappare ai controlli ma allo stesso tempo non vogliamo subire soprusi». A questo punto il sindaco Piunti dovrebbe sollecitare la convocazione dell'assemblea dei soci Picenambiente per chiedere l'adeguamento statutario. Nel frattempo la Picenambiente chiede chiarezza e lo farà rivolgendosi al Tar o al giudice delle società anche se quest'ultimo a oggi non avrebbe ancora esperienze su casi analoghi. In bilico anche la figura della presidente Catia Talamonti che nel caso venisse confermato il controllo pubblico dovrebbe comunque dimettersi come richiesto dal decreto Madia nel luglio 2017, nel caso in cui fosse riconosciuto il controllo privato non sarebbe comunque previsto che un dirigente comunale ricopra una funzione verticistica in una partecipata considerato il rapporto di esclusiva dei dipendenti pubblici.
Alessandra Clementi
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