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04/08/2021

«La pandemia una mazzata per gli addetti dell’appalto»

Il Piccolo di Trieste - L.T.

Chi è impegnato fra vigilanza e informazioni
LE TESTIMONIANZE Ilavoratori impiegati negli appalti che garantiscono la vigilanza e l'assistenza ai visitatori nei musei hanno pagato a carissimo prezzo la pandemia. I loro stipendi, già risicati, e i lunghi periodi di chiusura totale o comunque limitata ai fine settimana hanno inciso ulteriormente sulla situazione economica. «Già avevamo problemi contrattuali - racconta un trentenne impegnato in uno dei musei cittadini -, poi il Covid ci ha dato il colpo di grazia». Lo scorso anno l'appalto era nelle mani de La Fortezza, dallo scorso giugno invece è passato in quelle di Euro Andrea Blau & Promos che ha riassorbito il personale. «Attendiamo ancora la Fis di aprile - racconta il giovane - e ora con il passaggio alla nuova società abbiamo definito il monte ore, ma non ancora le fasce orarie». In media per 32 ore e mezza settimanali - quasi tutti i lavoratori dell'appalto che interessa i musei civici lavorano meno di 40 ore settimanali - una persona impegnata in questo appalto guadagna poco meno di mille euro. «Con la Fis prendevamo dal 70 all'80% dello stipendio - indica il lavoratore - e mentre io che vivo con i miei mi arrangio, tra i miei colleghi ci sono persone separate con figli a carico, e per loro non è facile: la tensione ora è palpabile». «Già sono in difficoltà - sostiene Andrea Blau della Fisascat Cisl - e ora temono la quarta ondata possa richiudere o magari ridurre gli orari dei musei. Molti sono esasperati, c'è nervosismo. A pesare sulla situazione - aggiunge il sindacalista - ci sono le criticità di fondo del mondo degli appalti, che continua a partorire lavoro povero e a togliere prospettive alle persone e alle famiglie». -