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29/05/2021

La pace di Draghi

Il Foglio

L ' intesa ritrovata con Letta. Il M5s in crisi con Conte. Ma il premier rispetta i tempi con l ' Ue
Roma. Che non tutti i convocati al tavolo della pace la volessero davvero, la pace, Mario Draghi lo aveva messo nel conto. E così, il giorno dedicato all ' inte sa sul decreto " Semplificazioni " , il pre mier aveva voluto inaugurarlo convocando a Palazzo Chigi quell ' Enrico Let ta con cui l ' intesa andava ritrovata. " E in effetti l ' incontro è andato bene: ci siamo accordati sul metodo da utilizzare per avanzare proposte utili sulle riforme " , ha riferito poi il leader del Pd ai membri della sua segreteria, che nel frattempo stava appunto discutendo la revisione del fisco. E però Draghi sapeva che le insidie sarebbero arrivate soprattutto dal fronte grillino. Alcune per la disorganizzazione generale del M5s, che con Stefano Patuanelli impegnato a Bruxelles aveva bisticciato perfino su chi mandare al vertice governativo; altre, le più decisive, alimentate da chi su quella disorganizzazione ha preso a speculare. " Ma lo avete capito che Con te e Casalino hanno ormai un solo obiettivo, e cioè vendicarsi con Draghi anche a costo di mandare tutto per aria? " , s ' è sfogato giorni fa, con un grup po di deputati, l ' ex viceministro Stefa no Buffagni. (Valentini segue nell ' inserto III) E del resto, che l ' insofferenza dila ghi anche in quella parte della contorta galassia grillina che pure orbita intorno alla stella di Giuseppi, lo dimostra anche la mezza baruffa tra l ' ex premier e il capogruppo alla Ca mera Davide Crippa. Il quale, a giudizio di Conte, avrebbe dovuto favorire una mozione che di fatto accusava il ministro Franco di ostacolare la proroga del Superbonus, " che è una mi sura su cui - ha ripetuto Conte giorni fa in videoconferenza - dobbiamo essere intransigenti " . Il che, però, oltre a gettare scompiglio nella maggioranza, presentava un ' altra controin dicazione: " Come possiamo rimpro verare a questo governo di non ottenere qualcosa che neppure quando governavi tu abbiamo approvato? " , è sbottato Crippa. Il tutto, insomma, per dire di come in fondo, dovendo muoversi sul filo sottile del risentimento grillino, Draghi consideri positivo questo tribolato mese di maggio. " Ad aprile sembrava un azzardo, pensare di portare a casa tutti i provvedimenti previsti " , ha scherzato coi suoi ministri. Coi quali ha condiviso l ' urgenza di non impanta narsi proprio sull ' ultimo metro. E così la proposta di Renato Brunetta è stata accolta: " I tre decreti necessari per av viare i lavori del Pnrr e rispettare le scadenze concordate con Bruxelles verranno discussi in un unico pacchetto " , ha sentenziato. E dunque oggi, in Cdm, verranno licenziati Governance e Semplificazioni. E il provvedimento sul reclutamento straordinario nella Pa sarà approvato giovedì prossimo. Fissata la tabella di marcia, restava però da affinare l ' intesa. E così la cabi na di regia del mattino ha lasciato spazio al pre-consiglio dei tecnici. Non prima, però, che Draghi stesso si premurasse di rassicurare i sindacati convocati a Palazzo Chigi. Ribadendo che no, l ' ipotesi dell ' estensione del massi mo ribasso non è affatto contemplata, e che il previsto ricorso all ' appalto in tegrato non confligge in alcun modo col rispetto delle tutele dei lavoratori. Tutte precisazioni che tranquillizzano il Pd, che rivendica anche la conferma della clausola sull ' assunzione priori taria di donne e giovani, mentre da destra si esulta per il mantenimento della pratica del silenzio assenso su alcune procedure che riguardano la Transizione ambientale. Spetterà invece agli sherpa dei vari ministeri provare a cercare un compromesso sul subappalto in queste ore. La soluzione più facile starebbe nella proroga della soglia del 40 per cento, anche se Draghi ha spiegato a ministri e sindacati che su quel limite pende una procedura d ' in frazione da parte della Commissione europea, col rischio di una riduzione dei fondi erogati nel contesto del Recovery. Per questo c ' è chi prospetta un im pegno a rimuovere quei vincoli nella prossima legge delega che ristrutturerà il codice degli Appalti. Dettagli, comunque, Perché nel complesso Draghi si dice soddisfatto. Tira un sospiro di sollievo nel leggere le dichiarazioni della sera di Letta ( " Questo governo è il governo del Pd " ), mentre i soliti mugugni contiani per la sostituzione di Fabrizio Palermo con Dario Scannapieco alla guida di Cdp se li lascia scivolare addosso come un ' acqua che non bagna. D ' altronde, se lo stesso Di Maio sbuffa di fronte ai lamenti del suo potenziale capo politico ( " Non si occupa di nomine perché non vuole avere contatti col premier, ma poi si lamenta quando rimuovono Vecchione dal Dis " , sibilano i fedelissimi del mini stro degli Esteri), un motivo ci sarà. Valerio Valentini