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21/09/2018

LA NUOVA PACCHIA Profughi tutti in fila per il servizio civile

Libero - TOMMASO MONTESANO

Il 28 settembre scade il bando per 54mila posti: ammessi pure i titolari di protezione umanitaria
«Promuovere l'integrazione socio-lavorativa dei titolari di protezione internazionale e umanitaria». E che c'è di meglio di un assegno mensile da 433,80 euro, più vitto e alloggio, per favorire l'accesso al mercato del lavoro dei «cittadini di Paesi terzi per motivi di asilo»? Il governo Gentiloni, prima di essere sostituito, il 31 maggio 2017 aveva sottoscritto, un protocollo d'intesa tra i ministeri dell'Interno e del Lavoro - all'epoca guidati da Marco Minniti e Giuliano Poletti - per aprire ai profughi le porte del Servizio civile nazionale. Adesso i nodi - per l'esecutivo gialloblu - vengono al pettine, visto che il prossimo 28 settembre scade il bando per diventare volontario nel «programma di Servizio civile 2018». In palio ci sono 53.363 posti così suddivisi: 28.967 per il bando regionale; 24.396 per quelli regionali. Posti, si è affrettato a ricordare l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, cui possono accedere «tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, inclusi richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale e umanitaria». Il bando - di cui una delle testimonial, sul sito del dipartimento della Gioventù di Palazzo Chigi, è una ragazza che indossa lo hijab, il velo islamico - mette in palio progetti della durata di dodici mesi. Sul totale dei posti da assegnare, 190 saranno riservati esclusivamente a «giovani stranieri titolari di protezione internazionale o umanitaria». Una riserva finanziata dal Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) del Viminale. A siglare il protocollo che istituzionalizza l'ingresso dei profughi nel Servizio civile, nel 2017 e per la durata di tre anni, per il ministero dell'Interno era stato il sottosegretario Domenico Manzione. Adesso al Viminale c'è Matteo Salvini: quando il consiglio dei ministri approverà il "decreto sicurezza e immigrazione", che cancella i permessi di soggiorno per motivi umanitari (già calati del 30% dopo la circolare restrittiva del 4 luglio scorso), il bando subirà un colpo. Ma solo in vista del 2019. Nel frattempo, i migranti ringraziano.

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