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23/01/2021

La ‘ndrangheta faceva affari con l’Udc “Voti in cambio di appalti e contatti”

La Stampa - GIUSEPPE LEGATO

LA CRISI DI GOVERNO
Indagato il segretario, arrestato un assessore calabrese. Gratteri: inchiodati dalle intercettazioni
L'imprenditore che ricicla i soldi dei boss con le società cartiere, la politica che garantisce entrature e contatti in cambio di sostegno elettorale, gli infedeli dello Stato che svelano i segreti delle indagini. È la nuova'ndrangheta colpita ieri dall'inchiesta "Basso profilo". Che fa le riforme e cerca di entrare nel potere pubblico, seduce il potere e pretende risposte, abbandonando le regole arcaiche che l'hanno accompagnata per 150 anni. Epicentro: l'area del Crotonese, terra colonizzata dai Grande Aracri, dei Trapasso, dei Bonaventura, i mafiosi imprenditori che si sono presi l'Emilia. Tutti uniti a puntare su Antonio Gallo, "il principino", affiliato a tutto tondo secondo la procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, businessman con interessi nei dispositivi di protezione sul luogo di lavoro. Uno che promette consenso e incassa contatti. «È il tipo che poi se riesce a entrare se la sa gestire» dicono al telefono gli intercettati. Per far questo però ci vogliono sponde politiche. Ed ecco i guai per Francesco Talarico, assessore regionale al Bilancio della Calabria (da ieri ai domiciliari) e anche per il suo dominus Lorenzo Cesa segretario nazionale dell'Udc accusato (a piede libero) di aver agevolato «le mire del gruppo nel campo degli appalti». Scrive il giudice che Gallo e si suoi «compari» si sarebbero avvalsi dell'appoggio di Talarico e Cesa. Sono questi ultimi che «avrebbero assicurato di intercedere con pubblici ufficiali in servizio presso enti pubblici ovvero con amministratori di società in house a livello nazionale che avrebbero bandito gare di appalto per forniture di prodotti antinfortunistici». Lo dice proprio Talarico intercettato dagli investigatori: «Cesa presenterà a Gallo un consulente di vari enti. Enac, Eni e tutto quel gruppo se lo segue». Un aiuto non disinteressato. Perché Talarico è consapevole dell'importanza di Gallo nelle campagne elettorali. E apparecchia opportunità, sempre citando Cesa: «Queste cosette, secondo me a Roma pure con questo ragazzo (si riferisce a Gallo) le facciamo... gli passiamo qualche commessa importante. Che poi lui (Cesa) gli fa capi... gli fa conoscere pure a uno che è inserito in tutti questi enti...ci va». Gallo - in cambio - garantirà un corposo pacchetto di voti a Reggio Calabria a Talarico stesso pescando nell'elettorato di un parlamentare inquisito per'ndrangheta. Sempre Cesa sarebbe stato utilissimo, da europarlamentare, a garantire contatti ed entrature in Albania, terra di conquista di Gallo che lì apre attività e prospetta investimenti. Nelle conversazioni intercettate si legge: «Questo è pure importante eh... una cosa è che ti crea un contatto Cesa in Albania... che là non è come qua, un ministro in Albania gli molli...». E l'assessore regionale conferma: «Corruzione totale, mercato libero». Infine Gallo, a luglio 2017, incontrerà a Roma i due politici: «Quel pranzo - ha sottolineato Gratteri - non potevamo documentarlo perché all'epoca - Cesa era parlamentare. È grazie a un'intercettazione ambientale che abbiamo capito che Gallo avrebbe dovuto pagare il 5% di provvigione». Cesa è iscritto nel registro degli indagati e dice: «Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo e chiederò di essere ascoltato quanto prima dalla procura. Data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale». Per la Dda di Catanzaro Gallo era «un vero e proprio jolly» delle cosche. In grado di «rapportarsi con i membri apicali di ciascun gruppo mafioso». Nel suo portafoglio di contatti non potevano mancare gli infedeli. Come un ex luogotenente del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, Ercolino D'Alessandro. In cambio di un posto per il figlio nelle società di Gallo, spifferava all'imprenditore dei boss segreti di indagine. Notizie riservate che apprendeva da un collega. E ai timori manifestati da Gallo su quelle investigazioni, rispondeva serafico: «Lascialo scrivere a quello (al collega ndr), tanto poi le carte le vediamo noi». -

FRANCESCO TALARICO L'ASSESSORE CALABRESE INTERCETTATO

Cesa presenterà a Gallo un consulente di vari enti. Anas, Enac, Eni e tutto quel gruppo lo seguirà lui